e
storia del gruppo di
Psicoterapia e Scienze Umane
Psicoterapia e Scienze Umane
prosegue in continuità storica e formale le attività iniziate nel 1960 dal
Gruppo
milanese per lo sviluppo della psicoterapia - Centro Studi di Psicoterapia Clinica di
Milano. Il gruppo si costituisce in maniera informale nel 1960,
sulla base della collana "Biblioteca di Psichiatria e di Psicologia
Clinica"
fondata da Pier Francesco Galli, in collaborazione con Gaetano Benedetti, presso
l'editore Feltrinelli di Milano. La esplicita filosofia di base si fondava su:
collegamento con la psichiatria, la psicoterapia, la psicoanalisi
internazionali in tempi reali, recuperando il ritardo nazionale
attivazione di piccoli gruppi di formazione permanente che potessero
riprodursi "per gemmazione", impostati con funzione di stimolo
centrifugo, riducendo la dipendenza dall'appartenenza e responsabilizzando
l'individuo sul proprio processo formativo (cinque importanti scuole di
psicoterapia di Milano hanno preso le mosse dal Gruppo milanese per
lo sviluppo della psicoterapia)
confronto teorico-clinico nel gruppo originario e nelle forme
organizzative successive tra colleghi di formazione diversa: nel primo
gruppo erano presenti freudiani, daseinsanalisti (fenomenologi), interpersonalisti,
junghiani, kleiniani
in parallelo con le iniziative di formazione privata, interventi nei
servizi pubblici per la formazione psichiatrica e psicoterapeutica; in
questa prospettiva il Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia
ha introdotto sin dal 1961 il metodo dei "Gruppi Balint" (vedi ad esempio la rubrica "Tracce" del n. 3/2005 di Psicoterapia e Scienze Umane) e la cultura
psichiatrica, psicoterapeutica e psicoanalitica "interpersonale" di Silvano Arieti, Frieda
Fromm-Reichmann, Clara Thompson e Harry Stack Sullivan
una visione laica della psicoterapia e della
psicoanalisi, cioè non come branca specialistica della psichiatria né della psicologia clinica, ma colta invece nel suo carattere "eversivo" rispetto alla cultura e alla scienza, a equilibri complessivi già dati, e nella sua irriducibilità ad altri saperi, nel suo essere inoltre priva, a differenza delle religioni e delle ideologie, di assertività e di carattere consolatorio
l'esercizio della critica come metodo di conoscenza e di ricerca
un progetto di formazione permanente piuttosto che corsi formali di psicoterapia
l'esplorazione dello spazio fra "psicoanalismo" e "psicoterapie"
l'epistemologia della decostruzione
il collegamento fra cultura psicoanalitica e scienze umane
Dall'11 al 14 dicembre 1962 viene organizzato il primo corso di aggiornamento
dal titolo "Problemi di Psicoterapia", presso il Museo della Scienza e della Tecnica di
Milano. Tra il
1963 e il 1965 vengono organizzati altri 6 corsi di aggiornamento, sempre a
Milano, nella stessa sede, che videro come relatori quanto di meglio offrivano
la psichiatria, la psicoterapia e la psicoanalisi di allora a livello nazionale e
internazionale (vedi ad esempio gli Atti
della giornata di studio del 10 Ottobre 1965, a cui parteciparono Pier
Francesco Galli, Gaetano Benedetti, Christian Mueller, Johannes Cremerius, e
Michael Balint; alla relazione di P.F. Galli seguirono gli interventi,
riportati in sintesi nel sito, di Mario Moreno, Franco Basaglia, Antonio Jaria,
Franco Giberti, Giuseppe Maffei, Dario De Martis, Piero Leonardi, Edoardo
Balduzzi, Giorgio Zanocco, Antonino Lo Cascio, Cesare Musatti, Cornelio Fazio).
In seguito vengono organizzati altri due corsi di aggiornamento, entrambi
residenziali, uno nel 1966 (ad Arenzano [GE] dall'1 al 4 novembre) e
uno nel 1967 (a Vietri sul Mare [SA]).
Il gruppo originario si incontrava mensilmente con Gaetano
Benedetti di Basilea (dal 1963), con Johannes Cremerius di Friburgo in Br. (dal
1966), e Marcelle Spira di Ginevra (1965-67); l'impostazione scientifica
integrativa ha quindi caratterizzato Psicoterapia e Scienze Umane sin
dalle origini (si veda anche l'intervista del 1984
"La psicoanalisi e l'istituzione psicoanalitica in Italia").
Nel 1963 venne attivato, prima nella sede di Via Lanzone 7
e successivamente in quella "storica" di Piazza S. Ambrogio 2, sempre
a Milano, un seminario settimanale permanente, molto frequentato, e dal quale prenderanno le
mosse diverse diramazioni che segneranno la storia della psicoterapia in Italia
(anche i primi 13 numeri della rivista Fogli di Informazione, che per
tanti anni è stata strumento di collegamento tra coloro chesperimentavano prassi terapeutiche alternative relative alla
psichiatria e che ha accompagnato le lotte antipsichiatriche e antistituzionali
in Italia e le vicissitudini del movimento di Psichiatria Democratica,
sono stati ciclostilati in questa sede).
Nel 1967 da parte della International Federation of Psychotherapy (IFP) viene affidata al gruppo, sotto la presidenza di
Pier Francesco Galli, l'organizzazione dell'VIII Congresso Internazionale
di Psicoterapia che si svolgerà a Milano il 25-29 agosto 1970. Gli atti sono pubblicati
nel gennaio 1973 nel volume n. 30 (dal titolo Psicoterapia
e Scienze Umane) della collana "Biblioteca di Psichiatria e di Psicologia
Clinica" dell'editore Feltrinelli di Milano, diretta da Gaetano Benedetti e
Pier Francesco Galli.
Nel 1971 venne sospeso il seminario unico e sostituito da
piccoli seminari a Milano, Genova e Bologna con nuclei di circa 15 partecipanti.
Quattro volte all'anno si svolgeva un incontro plenario nelle sedi citate più
un incontro a Zurigo in collegamento con il Psychoanalytisches
Seminar Zürich
(PSZ) (il "Seminario Psicoanalitico di Zurigo").
Il
progetto della rivista Psicoterapia
e Scienze Umane, che rimane quello delle origini, viene qui presentato nelle parole dell'editoriale del n.
1/1967:
«Interdisciplinare,
nella storia recente delle Scienze Umane, è momento di riflessione al di là di
schemi funzionali immediati. L'attuale periodo segue ad una fase tecnicistica in
cui ricerca empirica e messa a punto metodologica hanno offerto l'alibi per
sfuggire i problemi di fondo. Il credo nell'oggettività, residuo del mondo
positivo, è rappresentato da tecnici per cui l'interdisciplinarietà, lungi
dalla convergenza antropologica, è sterile confrontazione di metodi.
La
ricerca di un linguaggio comune diventa abbandono ad innocue esercitazioni in
cui le barriere semantiche segnano i limiti della falsa coscienza epistemologica. L'ideologia del metodo sancisce sicurezze
pseudoconoscitive, nel
progressivo abdicare alle premesse di una antropologia. Tecnici della guarigione
psichica, aritmetici della conoscenza sociale, sintesi di risultati operativi il
cui prezzo è la riduzione a dimensione euristica del pensare. Collezionisti di
dati si raggruppano nella ricerca e talvolta la tecnica, additata responsabile
di scissione dell'umano, lascia posto ad un indifferenziato bisogno di sintesi
dove l'irrazionale emerge come ideologia di una prassi in cui esperienza è
stereotipa ripetizione. Rifiuto a trarre conseguenze dal dato di conoscenza,
mondo di tecnici dell'interdisciplinare come luogo d'incontro istituzionale,
rinuncia al pensare pubblico, pensiero privato attutito nel dato e
nell'oggettività, mitico criterio di cittadinanza scientifica.
Interdisciplinare burocratico, ufficiale, punteggiato da regolari carriere
scientifiche al servizio della conservazione. I tecnici hanno troppo spesso
accettato la rinuncia alla presenza sociale.
Lo
psicoterapeuta, come tecnico delle Scienze Umane, si trova nell'alternativa di
essere strumento della società nel ruolo di curatore di devianze, ovvero di
adoperare le conseguenze conoscitive del proprio metodo d'indagine per
intervenire nella dinamica dei processi di trasformazione sociale. Nel quadro di
una presa di coscienza degli psicoterapeuti come categoria professionale, si
trascende l'esperienza individuale o il porsi privato come operatore sociale o
politico. La conoscenza psicoterapeutica impone la partecipazione attiva alla
realtà da costruire e non ha spazio per la fuga nel tecnicismo.
Il
tentativo di conoscersi e di portare, da un canto, all'interno del nostro
settore professionale, presentato con gli aspetti concreti che lo caratterizzano, temi e problematiche di settori
affini, e dall'altro di offrire
a questi il contributo della ricerca psicoterapeutica, rappresenta il filo
conduttore di questo periodico. Le premesse di un discorso antropologico, nei
limiti della nostra storia e della cultura in cui operiamo, è innanzi
tutto, in
questa fase, problema di conoscenza reciproca. Impegno di ricerca in cui la
nostra solitudine tecnica trovi risposta in altre solitudini tecniche.
L'insicurezza, ritrovato quotidiano dell'esperienza terapeutica, diventa
assunzione responsabile dei poli di conflitto nel campo delle Scienze Umane, per
una chiarezza al di là delle false coscienze empiriche» (p. 1 del n.
1/1967 di Psicoterapia e Scienze Umane; ripubblicato a p. 298 del
n. 3/2006).
In
questa chiave l'interdisciplinarietà concreta si configura ancora quale
obiettivo di un impegno professionale con impatto sociale, in opposizione alla
cultura delle tolleranze parallele e degli opportunismi ecumenici (si veda a
questo proposito la conferenza
tenuta da P.F. Galli all'incontro annuale del Rapaport-Klein Study Group
del 1990).
In linea con tali premesse la rivista ospita contributi di matrice
psicoanalitica accanto a quelli di rappresentanti di discipline come psicologia,
psichiatria, sociologia, antropologia, filosofia, scienze dell'educazione,
storia. Alcune di queste componenti sono presenti fin dalla fondazione fra i
membri della redazione e del comitato di consulenza. Il carattere di
"servizio" si è accentuato dalla fine degli anni 1980 con una serie
di rubriche come "Classici della ricerca psicoanalitica" (30 classici
scritti tra 1927 e il 1965 e pubblicati dal 1989 al 1999), "Casi
clinici" (dal 1987, con decine di casi pubblicati e commentati),
"Recensioni" (dal 1984), "Tracce.
Mummia ridens" (dal 2004, con una ricostruzione della storia
della psicoanalisi e della psicoterapia in Italia da un punto di vista sia
teorico che sociologico, "a volte con la forza emozionale dell'aneddotica sottratta alle storiografie accademiche"),
e "Riviste" (dal 1984) che
accoglie gli indici, in parte commentati, delle principali riviste internazionali e nazionali
del settore psicoterapia/psicoanalisi (TheInternational Journal of
Psychoanalysis, Journal of the American Psychoanalytic Association,
Psychoanalytic Quarterly, Contemporary
Psychoanalysis, Revue
Française de Psychanalise, Psyche, ecc.).
La cooperativa
La "Cooperativa Psicoterapia e Scienze Umane a
r.l.", fondata a Milano nel 1978 e che prosegue con questa denominazione le attività del Gruppo milanese per lo sviluppo della
psicoterapia, ha come finalità dichiarate nello statuto (27 febbraio 1978):
l'edizione di riviste specializzate in materia di scienze psicologiche,
tecniche psicanalitiche e scienze umane (la rivista Psicoterapia e Scienze Umane è
indipendente dalla cooperativa); la pubblicazione di testi e lavori
nello stesso campo; l'aggiornamento culturale e professionale dei propri soci;
l'organizzazione di congressi e riunioni professionali in materia di psicologia, psicoanalisi e scienze
umane. Le attività formative sono finanziate
esclusivamente da quote di iscrizione dei partecipanti. Nel 1983 Psicoterapia e Scienze Umane si trasferisce a Bologna.
La composizione degli organi direttivi ed istituzionali
della cooperativa è la seguente. Presidente Cooperativa: Alberto
Merini; Consiglio di Amministrazione: Pier Francesco Galli, Alberto
Merini, Eugenia Omodei Zorini; Sindaci: Marianna Bolko, Adriana Grotta,
Giancarlo Rigon, Ferruccio Tiberi (supplente), Eustachio Loperfido (supplente
[deceduto]); Comitato
Organizzativo dei "Seminari Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane": Alberto Merini, Marianna
Bolko,Dante Comelli, Pietro
Pascarelli, Euro Pozzi, Gabriele
Vezzani, Ulrich Wienand (tutti i componenti del Comitato
Organizzativo hanno, oltre alla propria formazione specifica, un'esperienza professionale di più di 25 anni, spesso
anche in servizi pubblici).
Attività
editoriali
La rivista trimestrale Psicoterapia e Scienze Umane
(ISSN 0394-2864; Dewey Decimal Classification [DDC] 616; ISSN elettronico 1972-5043) è
totalmente indipendente dalla omonima cooperativa, ed è diretta da Pier Francesco Galli, Marianna Bolko e Paolo
Migone (direttore responsabile). Fu fondata nel 1967 da Pier Francesco Galli, e dal n. 1/1982 (Volume
XVI) è pubblicata dall'editore
FrancoAngeli di Milano. E' di gran lunga la più diffusa
rivista italiana nel settore nel campo
della psicologia/psichiatria/psicoanalisi con circa 1.300 lettori e più di 40 anni di
storia. E' una rivista totalmente indipendente, non è mai stata finanziata da
alcun ente pubblico o privato (Università, Ministero, CNR, fondazioni, ecc.) e,
per scelta, non fa mai pubblicità; si finanzia solamente con le vendite in
libreria e con gli abbonamenti.
Negli ultimi decenni alcune importanti collane editoriali sono state
fondate e dirette da Pier Francesco Galli:
Psicoterapia e Scienze Umane ha fatto parte della
rete internazionale di associazioni psicoanalitiche indipendenti Platform
International,
e collabora in partnership con il Seminario
Psicoanalitico di Zurigo (Psychoanalytisches
Seminar Zürich [PSZ]) e con la sua rivista Journal für Psychoanalyse, con l'Istituzione
"Gianfranco Minguzzi" di Bologna, con il Centro Universitario di
Psichiatria Multietnica "Georges Devereux" di Bologna, ed è membro dell'International
Council of Editors of Psychoanalytic Journals
(ICEPJ). La rivista è indicizzata in varie banche dati internazionali tra cui PsycINFO (Psychological Abstracts), Psychoanalytic Abstracts, EMBASE (Excerpta Medica), EMCare, Scopus, Sociological Abstracts, Social Services Abstracts, Worldwide Political Science Abstracts, PAIS International, Linguistics and Language Behavior Abstracts, Human Resources Abstracts, IBSS (International Bibliography of the Social Sciences), PASCAL (INstitut de l'Information Scientifique et Technique [INIST] du Centre National de la Recherche Scientifique [CNRS]), The Philosopher's Index, Google Scholar, Casalini-EIO (Editoria Italiana
Online).
Negli anni precedenti hanno partecipato ai "Seminari
Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane" esperti internazionali nel campo della psicoanalisi come Johannes
Cremerius, Merton
Gill, Peter Wolff, Lawrence Friedman, Fred Busch, Owen Renik, Robert Langs, Berthold
Rothschild, Tobie Nathan, Helmut Thomä, Elizabeth Bott Spillius, Joyce
McDougall, John Gedo, Peter Fonagy, Morris Eagle, Robert Holt, Robert
Wallerstein, Frank Sulloway, ecc. Molti seminari sono
apparsi sulla rivista Psicoterapia e Scienze Umane. Gli orientamenti
sulle tematiche del Sé e del narcisismo sono stati introdotti in Italia da Psicoterapia
e Scienze Umane con 20 anni di anticipo rispetto alla loro diffusione
allargata.
Attività formative
Caratterizzante è sempre stata l'attività di
formazione continua nei Servizi del Sistema Sanitario Nazionale. Membri del
gruppo originario e successivamente di Psicoterapia e Scienze Umane,
insieme a colleghi che hanno compiuto il proprio percorso formativo interamente
o in parte con questo gruppo, sono sempre stati - e sono tutt'oggi - impegnati nei servizi pubblici sia con rapporti di lavoro organici che
con contratti privati da formatori. La rete informale, sociologicamente
riconoscibile, comporta interventi a livello nazionale nei servizi pubblici che
raggiungono alcune migliaia di persone in formazione.
Il primo intervento di formazione in un ospedale
psichiatrico pubblico è stato svolto a Varese negli anni 1962-64. Presso
l'ospedale psichiatrico di Sondrio è stato realizzato nel 1967 il primo
progetto di teaching hospital (la struttura di questo teaching
hospital era basata su 25 ore settimanali di insegnamento, per 40 settimane
all'anno, a otto medici borsisti all'interno dell'ospedale psichiatrico di
Sondrio; questo progetto è illustrato nel n.
1/1967 di Psicoterapia e Scienze Umane).
Tra il 1989 e il 1996 Psicoterapia e Scienze Umane
ha organizzato a Pordenone la Scuola di Psicoterapia e Riabilitazione del
Centro Studi e Ricerche sulla Salute Mentale della Regione Friuli Venezia
Giulia (Participating Institution in the WHO Collaboration Centre for
Research and Training in Mental Health Italy).
In sintesi, l'intervento nei servizi pubblici e
l'integrazione pubblico-privato hanno costituito uno dei tratti distintivi
principali della logica operativa di Psicoterapia e Scienze Umane, accanto
alla formazione e all'aggiornamento permanenti e continui, comunque tramite
metodi di lavoro basati su piccoli gruppi.
I "Seminari Internazionali di Psicoterapia e Scienze
Umane"
Dal 1982 in modo formale (attività formative erano state tenute anche in precedenza) Psicoterapia e Scienze Umane organizza
a Bologna un corso di formazione continua denominato, per motivi storici, "Seminari
Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane". Il corso si articola in incontri a cadenza mensile (il terzo
sabato di ogni mese) ed è destinato a
medici e psicologi con propria formazione già
acquisita. Il numero dei partecipanti è limitato a 45 per garantire lo
svolgimento di metodi di formazione attiva tanto nel dibattito in aula quanto nella suddivisione in piccoli gruppi di discussione. Può essere ammesso un nuovo
partecipante solo quando qualcuno decide di non frequentare più il corso.
Agli incontri del corso, progettati dal Comitato
Organizzativo dei "Seminari Internazionali", vengono
invitati esperti italiani e stranieri della psicoanalisi e di campi affini.
Obiettivo dei "Seminari Internazionali" è quello di fornire una formazione
permanente su temi di teoria psicoanalitica, teoria della tecnica e scienze
umane. Ogni incontro è articolato con la seguente scadenza di tempi:
diversi mesi prima: progettazione formativa a cura del Comitato Organizzativo
un mese prima: diffusione di bibliografie di approfondimento sul relatore
e sull'argomento
alcune settimane prima: invio del testo della relazione via E-Mail ai
partecipanti (nel caso di relatori non di lingua italiana, come accade circa la metà delle volte, viene inviata la traduzione)
ore 15.00-16.15: relazione dell'esperto, che può essere seguita anche leggendo il testo su carta, che viene distribuito in aggiunta alla versione elettronica inviata precedentemente (se il relatore non è di lingua italiana, vi è sempre la traduzione in semi-simultanea effettuata da specialisti della materia)
ore 16.15-17.45: lavoro in piccoli gruppi sul contenuto della
relazione (i gruppi sono condotti da persone con specifica formazione, ad esempio
da componenti del Comitato Organizzativo)
ore 18.00-18.30: discussione, condotta dal chairman, degli
elaborati dei piccoli gruppi con l'esperto
ore 18.30-20.00: discussione di materiale clinico presentato
dall'esperto
ore 20.00: compilazione dei questionari per i crediti della Educazione
Continua in Medicina (ECM)
la mattina dopo l'incontro: riunione del Comitato Organizzativo
per una
valutazione complessiva della metodologia e del raggiungimento degli
obiettivi formativi dell'incontro, e per la progettazione di eventuali incontri di approfondimento sull'argomento a medio
termine
alcuni mesi dopo l'incontro: molte relazioni, per i contenuti di alta qualità e rilevanza scientifica, vengono pubblicati sulla rivista
Psicoterapia e Scienze Umane, dove a volte sono oggetto di ulteriore dibattito
periodicamente viene effettuata una valutazione di gradimento e di efficacia tramite
un questionario anonimo distribuito ai
partecipanti
La progettazione formativa comprende: a) aspetti diacronici (tematiche che vengono trattate e riprese nel corso di vari anni, come
per esempio l'identità di genere, la psicopatologia in adolescenza, il trattamento di pazienti provenienti da altre culture, il trattamento delle patologie gravi, la teoria della tecnica, il confronto teorico-clinico con colleghi di formazione
diversa, ecc.; questa parte della progettazione viene svolta dal Comitato Organizzativo durante le sue riunioni
mensili); b) aspetti specifici per ogni incontro: scelta di letture preliminari, tematiche da evidenziare nella relazione e da discutere nei piccoli gruppi, la casistica clinica da presentare, l'impiego di ausilii didattici, eventuali interventi preordinati da parte di
discussant interni o esterni (questa progettazione viene svolta da un membro del
Comitato Organizzativo a turno, che diventa responsabile didattico per uno specifico
incontro). Per ogni incontro il Comitato Organizzativo individua un chairman con i seguenti compiti: apre e chiude il seminario, presenta il relatore, presenta gli invitati, dà la parola ai
discussant, osserva il rispetto dei tempi sia del relatore che dei discussant, decide sul momento e sulla durata dell'intervallo, gestisce la successione degli interventi.
La presenza dei partecipanti viene verificata tramite firma con indicazione dell'orario di ingresso e di uscita, in presenza di personale di Segreteria o del
Comitato Organizzativo. L'attestato di partecipazione viene consegnato solo dopo una partecipazione pari a quanto previsto dalle indicazioni ministeriali in tema di ECM.
Per quanto riguarda la filosofia e gli strumenti della valutazione formativa, l'obiettivo della formazione in psicoterapia psicoanalitica è solo in minima parte quello di un apprendimento incrementale, quanto invece di un miglioramento delle competenze e della
performance professionale, inclusi gli aspetti relazionali. Tale miglioramento non è rilevabile a breve termine e non con gli strumenti consueti, incentrati su aspetti cognitivi. Al momento attuale, le metodologie di valutazione della formazione in materia di psicoterapia presentano una relazione costi/benefici molto onerosa. Inoltre, sarebbe difficile discernere, alla fine di
un anno di corso, quale parte dell'eventuale miglioramento della performance sia ascrivibile al
corso, quale alle supervisioni ricevute al di fuori del corso, all'eventuale training personale, ad altre iniziative formative frequentate, ecc. Nel caso dei "Seminari Internazionali" si tratta del proseguimento di un processo di formazione continua iniziato nei primi anni 1960 e in continua evoluzione e miglioramento.
Il Comitato Organizzativo dei "Seminari
Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane" ritiene opportuno effettuare le seguenti forme di valutazione del Corso:
a) Dai partecipanti che vogliono ricevere i crediti ECM, sarà compilato, alla fine
degli incontri del corso annuale (in genere 7), un questionario con domande relative ad ogni incontro sulle tematiche
trattate; b) I partecipanti compilano periodicamente un questionario di
gradimento: c) Dopo ogni incontro il Comitato Organizzativo effettua una valutazione collegiale puntuale sul raggiungimento di ognuno degli obiettivi
formativi: tale valutazione serve anche per il reorientamento della progettazione formativa degli anni successivi.
In genere per ogni corso annuale dei "Seminari
Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane" il Ministero attribuisce 30 crediti ECM.
Per avere diritto ai crediti ECM, i partecipanti: a) Attestano la propria presenza tramite firma di entrata e di uscita a 7 seminari;
b) Compilano il questionario con le domande di apprendimento; c) Compilano il
questionario standard di gradimento. Il finanziamento avviene interamente attraverso le quote di iscrizione ai
"Seminari Internazionali". Non sono previsti sponsor esterni. La cooperativa non produce o commercializza prodotti sanitari o farmaceutici (presidi medico-chirurgici, apparecchiature elettromedicali, farmaci, ecc.), pertanto non sussiste motivo di incompatibilità con le attività formative organizzate.
Questi sono i relatori degli incontri organizzati dal 1984, elencati in ordine cronologico:
1984-85: Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna), Silvano
Massa (Genova), Pier Francesco Galli (Bologna), Sergio Dazzi (Parma), Paolo
Migone (Parma) & Milly Fumagalli (Milano), Vittorio Melega &
Giovanni Neri (Bologna), Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna),
Giancarlo Rigon (Bologna) & Franco Ricci (Pesaro)
1985-86: Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna), Pier
Francesco Galli (Bologna) & Paolo Migone (Parma), Marianna Bolko &
Alberto Merini (Bologna)
4 aprile 1987: Giornata di studio a Milano (Palazzo delle Stelline)
su tre temi: "Il
setting" (conduttori dei gruppi: Marianna Bolko, Alberta Emiliani, Adriana Grotta,
Pierrette
Lavanchy, Antonella Mancini, Alberto Merini, Eugenia Omodei Zorini, Franco Ricci,
Giancarlo Rigon), "Le psicoterapie nei
servizi pubblici" (conduttori dei gruppi: Alessandro Ancona, Piergiorgio Battaggia,
Teresa Corsi
Piacentini, Emanuele Gualandri, Eustachio Loperfido, Vittorio Melega, Giovanni Neri,
Mariangela Pierantozzi, Ferruccio Tiberi),
"Diagnosi e psicoterapia" (conduttori dei gruppi: Pier Maria Furlan,
Pier Francesco Galli, Nella Guidi, Vladimir Jancovic, Giampaolo Lai, Silvano Massa,
Paolo Migone, Berthold Rothschild, Katharina Schweizer, Judith Valk, Thomas Von Salis,
Billa Zanuso)
1987-88: Fiorella Giusberti & Andrea Melella (Bologna), Vittorio
Melega & Giovanni Neri (Bologna), Paolo Migone (Parma), Adriana Grotta
(Bologna), Teresa Corsi Piacentini (Genova), Marianna Bolko & Alberto
Merini (Bologna), Giuliana Gagliani & Mariangela Pierantozzi (Bologna)
1988-89: Audrey Gavshon (Londra), Pedro Grosz (Zurigo), Thomas von Salis
(Zurigo), Berthold Rothschild (Zurigo), Paul Parin (Zurigo), Emilio Modena
(Zurigo), Judith Valk (Zurigo), Morris N. Eagle (Toronto)
3-4 giugno 1988: Convegno di Platform International a Milano (Palazzo
delle Stelline) "Sono ancora utili gli idioti?". Relazioni di Pier
Francesco
Galli (Bologna), Emilio Modena (Zurigo), Berthold Rothschild (Zurigo), Paul Parin (Zurigo),
Goldy Parin-Matthey (Zurigo), Johannes Cremerius (Friburgo
i.Br.), Armando Bauleo (Buenos Aires/Venezia), Gregório Baremblitt (Rio
de Janeiro), Paul Passett (Zurigo), Sjef Teuns (Amsterdam), C. Tholen (Kassel),
A. Borst (Parigi), Arno von Blarer (Zurigo), Marie-Claire Boons (Parigi), Giacomo Contri
(Milano), Detlef Michaelis (Francoforte), Roberto Dionigi (Bologna), Michele Ranchetti
(Firenze), Tito Perlini (Milano), Robert D. Hinshelwood (Londra), Johannes Reichmayr (Vienna), J.L. Pedreir (Gijon), H. Stephan (Amburgo).
Moderatori dei gruppi di discussione: A. Borst, M. Monville, C. Landry, Sjef
Teuns, Hans-Peter Meyer, Barbara Andriello, Luciano Rispoli, Antonio Marigliano,
Liliana Stea, Orlando
Todarello, Ciro Elia, Anna Maria Fabbrichesi, Marianna Bolko, Alberto Merini, A. Ballabio,
Maria D.
Contri
1989-90:
Robert R. Holt (New York), Pedro Grosz (Zurigo), Marco Bacciagaluppi (Milano), Audrey Gavshon
(Londra), Anton Obholzer (Londra), John E. Gedo (Chicago), Anne Hurry
(Londra), Judith Valk (Zurigo), Emilio Modena (Zurigo)
1991: George S. Moran
(Londra), Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna),
Pier Franceso Galli (Bologna), Marco Conci (Trento), Ferruccio Giacanelli
(Bologna), Anton Obholzer (Londra), Adam Limentani (Londra), Berthold Rothschild
(Zurigo), Steven Mitchell (New York), Peter Fonagy
(Londra), Rose Edgcumbe (Londra), Paul Parin (Zurigo)
24-27 giugno 1991: Settimana di studio a Bologna con Johannes
Cremerius (Friburgo i.Br.), Morris N. Eagle (New York), Lawrence Friedman
(New York), Pier Francesco Galli (Bologna), Merton
M. Gill (Chicago), Robert R. Holt (New York), Tito Perlini (Venezia), Michele
Ranchetti (Firenze), Frank J. Sulloway (Boston),
Helmut Thomä (Ulm), Peter H. Wolff (Boston) e altri
25-26 giugno 1993: Giornate di studio a Milano (Palazzo delle
Stelline) con Lawrence
Friedman (New York) e Leonard Groopman (New York)
1994: Tito Perlini (Venezia), John E. Gedo (Chicago), Joice
McDougall (Parigi), Jay Greenberg (New York), Robert R. Holt (New York), Giorgio Sassanelli (Roma),
Berthold Rothschild (Zurigo)
1996: 20 gennaio, Maurizio Peciccia (Perugia), "Il disegno speculare progressivo nella psicoterapia della schizofrenia";
17 febbraio, Juan Manzano (Ginevra), "Esiti a distanza nelle psicosi infantili";
16-17 marzo, Tobie Nathan (Parigi); 20 aprile, Fritz A. Henn (Mannheim),
"Neuroscienze e schizofrenia"; 18 maggio, Salomon Resnik (Parigi),
"L'esperienza schizofrenica"; 19 ottobre, Fernanda Pedrina
(Zurigo), "Depressione post-partum"; 16 novembre, Pier Franceso Galli (Bologna),
"Le dottrine della relazione: osservazioni sui nuovi che avanzano"
1998: 17 gennaio, Adele Nunziante Cesaro (Napoli), "Lo sviluppo della identità femminile: l'affetto depressivo";
21 febbraio, Domenico Di Ceglie (Londra), "Sui disturbi dell'identità di genere";
21 marzo, Massimo Cuzzolaro (Roma), "Sui disturbi alimentari"; 16 maggio,
Johannes
Reichmayr (Vienna), "Per la storia del movimento psicoanalitico: le circolari di Fenichel";
17 ottobre, Giorgio Sassanelli (Roma), "Sul narcisismo"; 21 novembre,
Luciano Rispoli (Napoli), "L'ambito reichiano"; 19 dicembre, Giovanni Liotti
(Roma), "L'ambito cognitivista"
1999: 20 febbraio, Tito Perlini (Venezia), "Il lato oscuro della psicoanalisi di Jung";
13 marzo, Johannes Cremerius
(Friburgo i.B.), "Conversando con Johannes Cremerius sulla sua vita e la sua produzione
scientifica"; 17 aprile, Paul Parin (Zurigo), "Menzogne in tempo di pace";
15 maggio, Antonino Ferro (Pavia), "Nella stanza dell'analisi"; 16 ottobre,
Fred Busch (Ann
Arbor), "Psicologia dell'Io e teoria della tecnica"; 20 novembre, Wolfgang Mertens
(Monaco d.B.), "L'interpretazione dei sogni di Freud: 100 anni dopo"; 18 dicembre,
Irene Bernardini (Milano), "Dalla psicoanalisi alla mediazione familiare". Conduttori dei gruppi: Fabiano Bassi,
Marianna
Bolko, Pier Francesco Galli, Eustachio Loperfido, Alberto Merini, Eugenia Omodei Zorini,
Ferruccio Tiberi
2000: 22 gennaio, Owen Renik (San Francisco), "La soggettività dell'analista";
19 febbraio, Michele Ranchetti (Firenze), "La psicoanalisi e l'antisemitismo";
18 marzo, Ethel Spector Person (New York), "Potere personale: storie di vita e di genere";
20 maggio, Morris
N. Eagle (New York), "Transfert e controtransfert nella teoria psicoanalitica contemporanea";
21 ottobre, Stavros Mentzos (Francoforte s.M.), "Disturbi nevrotici come elaborazione patologica del conflitto";
18 novembre, Ferruccio Osimo (Milano), "Psicoterapia breve"; 16 dicembre,
Mario Lavagetto
(Parma), "Psicoanalisi e arte"
2001: 20 gennaio, Philippe Jeammet (Parigi), "Psicoterapia dell'adolescente oggi";
17 marzo, Salvatore Inglese (Catanzaro), "In tema di psichiatria multietnica";
Michael H. Stone (New York), "Sogni insoliti e primitivi nei pazienti borderline";
19 maggio, Jack Drescher
(New York), "Omosessualità e psicoanalisi"; 20 ottobre, Carlo Bonomi
(Firenze), "Psicotrauma"; 17 novembre, Lawrence Friedman (New York); 15 dicembre,
Pedro
Grosz (Zurigo), "Sulla tecnica"
2002: 19 gennaio, Sergio Moravia (Firenze), "Esistenza ferita";
16 febbraio, Emilio Modena (Zurigo), "Aggredo e libido"; 16 marzo,
Umberto
Ponziani (Bologna), "Il Sé nell'approccio adleriano: teoria e tecnica";
25 maggio, Robert S. Wallerstein (San Francisco), "42 Lives in
Treatment"; 19 ottobre, Lilli Gast (Berlino), "Critica della psicoanalisi kleiniana";
16 novembre, Owen Renik (San Francisco), "Scopi della psicoterapia e
della psicoanalisi"; 14 dicembre, Giuseppe Varchetta (Milano), "Psicoanalisi ed organizzazione del lavoro"
2003: 18 gennaio, Tito Perlini (Venezia), "Tematiche estetiche in Freud: Il perturbante";
15 febbraio, Maurizio Balsamo (Roma), "Il destino, un resto della psicoanalisi";
15 marzo, Omar Ndoye (Dakar), "La psicoanalisi in Africa: prospettiva storica e situazione attuale";
20 settembre, Werner Bohleber (Francoforte s.M.), "Storia delle idee psicoanalitiche: perché alcune idee vengono dimenticate?";
18 ottobre, Jacques Hochmann (Lione), "Terapia e narrazione"; 8 novembre,
Theodore Jacobs (New York), "Interazione transfert-controtransfert e processo di cambiamento";
13 dicembre, Giampaolo Lai (Milano), "Osservazioni sulle tecniche conversazionali"
31 maggio 2003: Giornata di studio a Bologna in occasione dei 40 anni di Psicoterapia e Scienze Umane,
"Le ragioni di una storia. 1962-2003: Quarant'anni nella psicoanalisi e
dintorni", con Pier Francesco Galli, Giancarlo Rigon, Pietro Pascarelli,
Ulrich Wienand, Eustachio Loperfido, Dante Comelli, Alberto Merini, Marianna
Bolko, Giorgio Meneguz
2004: 17 gennaio, Stavros Mentzos
(Francoforte s.M.), "La guerra e le sue funzioni psicosociali"; 21 febbraio,
Jacques André
(Parigi), "Les frontieres de l'analyse"; 20 marzo, Mario Lavagetto (Parma),
"Mentire allo psicoanalista: un caso di coscienza di Zeno"; 15 maggio,
Alberto Llasa (Bilbao), "Esperienza del corpo e costruzione dell'immagine corporea nell'adolescenza: vissuti, ossessioni e strategie";
18 settembre, Morris N. Eagle (New York), "Teorie dell'attaccamento e loro critica"
[spostato al 18 giungo 2005]; 16 ottobre, Francesco Napolitano (Caserta),
"La filosofia delle passioni dal punto di vista psicoanalitico"; 20 novembre,
Bernard Golse
(Parigi), "Psichiatria perinatale tra psicologia dello sviluppo, neuroscienze e metapsicologia"
15 gennaio 2005: Giornata di studio a Bologna su "Psichiatria,
psicoanalisi: la sfida multiculturale", con Tullio Seppilli, Alberto
Merini, Eustachio Loperfido, Ferruccio Giacanelli, Alain Goussot, Pietro
Pascarelli, Tito Perlini, Giancarlo Rigon
2005: 19 febbraio, Valeria Babini (Bologna), "Il caso Murri";
19 marzo, Marianne Leuzinger-Bohleber (Francoforte
s.M.), "Efficacia a lungo termine di psicoanalisi e terapie psicoanalitiche. Uno studio catamnestico rappresentativo e multidimensionale";
16 aprile, Maurizio Balsamo (Roma), "Clinica della distruttività";
21 maggio, Catherine Chabert (Parigi), "Sulla passività"; 18
giugno, Morris N. Eagle
(Los Angeles), "Implicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento";
17 settembre, Franco De Masi (Milano), "Il ritiro psichico nella perversione";
15 ottobre, Roberto Beneduce (Torino), "Trauma, memoria e cura";
17 dicembre, Roland Gori
(Marsiglia), "Funzione e campo dell'atto di parola nel dispositivo analitico: la significazione e il feticismo passionale"
2006: 20 maggio, Judith Valk (Zurigo), "100 anni di interpretazione dei sogni: da Freud a Morgenthaler";
18 marzo, Daniéle Brun (Parigi), "Amore, amicizia, transfert";
20 maggio, Michele Ranchetti (Firenze), "Freud: Metapsicologia 1915-1917. La costruzione della psicoanalisi e il suo contesto";
16 settembre, Alain Vanier
(Parigi), "L'effetto Lacan nella psicoanalisi"; 21 ottobre, Vincenzo Masini (Siena),
"La psicoterapia implicita"; 18 novembre, Lorena Preta (Roma),
"La mente 'contaminata' e il metodo contaminativo della psicoanalisi";
9 dicembre, Heinrich Deserno
(Francoforte), "Terapia psicoanalitica: processo, transfert e tecnica"
2007: 20 gennaio, Giovanni De Renzis (Napoli), "I resti della psicoanalisi",
Discussant Pier Francesco Galli; 17 marzo, Massimo Recalcati (Milano),
"Anoressia e angoscia"; 21 aprile, Adelina Talamonti (Roma),
"L'esorcista e lo psichiatra. Una prospettiva antropologica su possessione diabolica ed
esorcismo"; 19 maggio, Manfred Pohlen (Marburg), "Il potere di influenzamento dell'analista e la verità del suo
metodo" [cancellato e spostato al 15 marzo 2008 con altro titolo]; 19 maggio, Howard Shevrin
(Ann Arbor), "La teoria delle pulsioni alla luce di recenti scoperte e teorie delle
neuroscienze (La necessità
di una scienza di base per la psicoanalisi)"; 20
ottobre, Luigi Zoja (Milano), "La funzione paterna nell'attualità e nella
storia"; 17 novembre, Maurice Corcos (Parigi), "Il controllo delle emozioni nei funzionamenti
borderline"; 15 dicembre, Olga Pozzi (Napoli), "Riflessioni sull'evoluzione del concetto di transfert nei vari modelli teorici"
2008: 16 febbraio, Ferdinando Bersani (Bologna), "La
riproducibilità nella scienza: mito o realtà?"; 15 marzo, Manfred
Pohlen (Marburg) [spostato dal 19 maggio 2007], "I fattori terapeutici
della psicoanalisi: un processo tra obiettività scientifica e
suggestione"; 19 aprile, Lawrence Friedman
(New York), "Ritorno agli articoli di Freud sulla tecnica"; 17 maggio, Jacques André
(Parigi), "In attesa degli eventi"; 21 giugno, Marco
Chiesa (Londra), "Un programma di trattamento ambulatoriale per
pazienti borderline: il modello clinico e i risultati"; 20 settembre, Heinrich Deserno
(Francoforte), "Amore e depressione"; 15 novembre,
Maurizio Balsamo (Roma), "Genealogie del genealogico"
2009: 17 gennaio, David Le Breton (Strasbourg), "Adolescenza, condotte a rischio e riti personali: una prospettiva antropologica";
21 febbraio, Ciro Elia (Bergamo), "A che punto è la psicoterapia individuale delle psicosi";
21 marzo, Sergio Piro (Napoli), "A che punto è la psichiatria oggi in Italia"
(data la prematura scomparsa di Sergio Piro avvenuta il 7-1-2009, il
seminario è stato tenuto da Valeria P. Babini, Pietro Pascarelli, Federico
Perozziello e Pietro Pellegrini); 16 maggio, Fausto Petrella (Pavia), "Sul processo psicoanalitico"; 20 giugno, Alberto Luchetti (Roma), "Il ritorno del rimosso"; 17 ottobre, Roberto Speziale-Bagliacca
(Genova), "L'oggetto reale e la scissione"; 21 novembre, Francesco Barale
(Pavia), "Autismo, la debolezza piena"
28 novembre 2009: Jerome C. Wakefield (New York), "Freud e la filosofia della mente"
2010: 16 gennaio, Tito Perlini (Trieste), "Il disagio della civiltà ottant'anni dopo. Osservazioni sullo scritto di Freud"; 20 febbraio, Pedro Grosz (Zurigo), "Il problema della dipendenza reciproca nella successione delle generazioni"; 20 marzo, Silvio Merciai (Torino), "Neuroscienze e psicoanalisi: cavarsela alla meno peggio..."; 17 aprile,
Luigi Antonello Armando (Roma), "Freud da Atene a Tebe: sulla
formazione del concetto freudiano di trauma e sul suo significato nella
filosofia e nella psicoterapia"; 16 ottobre, Jack Drescher (New York), "Una storia del rapporto tra psicoanalisi e omosessualità"; 20 novembre, Francesco Napolitano (Caserta), "Materiali per una filosofia freudiana dell'afasia"; 18 dicembre, George Makari
(New York), "La rivoluzione nella mente: la creazione della psicoanalisi"
2011: 15 gennaio, Franco Maiullari (Locarno), "Le passioni fra mito e psicoanalisi"; 19 febbraio, Ferdinando Amigoni
(Bologna), "'Imparare a sopravvivere?': la vita, istruzioni perechiane per l'uso"; 19 marzo, Ivan Ulric (Spalato), "Il fenomeno della vergogna negli ex-prigionieri di guerra"; 16 aprile,
Maurizio Balsamo (Roma), "Il problema delle libere associazioni nella clinica contemporanea"; 21 maggio, Pier Luigi Rossi (Roma), (titolo da definire); 15 ottobre, Ettore Perrella (Padova), "L'analisi didattica: alcuni effetti clinici della globalizzazione";
17 dicembre, Heinrich Deserno (Francoforte), "Trasmissione
intergenerazionale inconscia di conflitti e traumi"
Altre attività formative organizzate da Psicoterapia
e Scienze Umane
Incontri del Mercoledì. Si sono tenuti fino
al 2001
cinque incontri di studio all'anno, il mercoledì dalle 21 alle 23, coordinati da Pier
Francesco
Galli e Alberto Merini. Questi incontri erano dedicati alla discussione di aree
tematiche ritenute significative, invitando iscritti ai "Seminari Internazionali"
come relatori; il numero dei partecipanti era mediamente di 15 persone.
Gruppo di studio "Psicopatologia psicoanalitica dell'adolescenza". Questo gruppo di studio si è costituito
verso la fine degli anni 1980, attivato e condotto da Marianna Bolko e Eustachio Loperfido, a partire da un gruppo di approfondimento dei "Seminari
Internazionali". Nel giro di due anni nei partecipanti si è
concretizzata la motivazione ad organizzarsi autonomamente, con un proprio metodo di studio. Dal 2000 è
costituito come "sezione" di Psicoterapia e Scienze Umane.
L'oggetto del lavoro comune è l'adolescenza, da un punto di vista
teorico e clinico, nell'ottica psicoanalitica. Il gruppo ha stabilito un numero massimo di 15
partecipanti, le eventuali
nuove ammissioni sono vincolate all'uscita di uno o più dei suoi membri e
alla presentazione da parte di uno dei vecchi partecipanti. Si sancisce così
il criterio di ammissione su base fiduciaria; unico altro vincolo è che il
nuovo richiedente l'ammissione abbia modo di avere in carico, come lavoro
clinico, adolescenti. Il gruppo si riunisce con cadenza mensile per otto
volte l'anno e si dota di un piano di lavoro tra dicembre e gennaio. Il
piano di lavoro riguarda sia gli argomenti da approfondire che la
suddivisione in sottogruppi di lavoro. Ogni sottogruppo è formato, in base
a criteri logistici e di comune interesse, da circa 4 componenti ed ha il
compito di relazionare agli altri sull'argomento assegnatogli, fornendo
approfondimenti critici, casi clinici e bibliografia adeguata. Il gruppo si
è dato anche il compito di organizzare, sia per i suoi componenti sia per
tutti i colleghi interessati, degli incontri seminariali con ospiti italiani
e/o stranieri, ritenuti validi interlocutori sugli argomenti trattati.
Inoltre si è dotato di una mailing list per trasmettere più agevolmente il
materiale di studio tra i componenti. Le tematiche trattate sono: argomenti di psicopatologia
(l'adolescente
borderline, depressione in adolescenza, autolesionismo, suicidio, violenza,
disturbi del comportamento), e argomenti di scienze umane (culture
adolescenziali, mass-media e adolescenti, l'adolescenza oggi). Sono state organizzate tre conferenze
pubbliche:
"I volti della
depressione nell'adolescente", relatore P. Jeammet; "1983-2000: adolescenza a confronto tra cronaca e storia", relatore A. De Lillo; "Lo
psicodramma psicoanalitico individuale nel trattamento
dell'adolescente", relatore P. Jeammet.
Corso di Formazione permanente a Genova. E' attivo dal
1994, coordinato da Pier Francesco Galli in collaborazione con Maria Cellesi e
Licia Filingeri, a numero
chiuso con 20 partecipanti e 10 incontri annui.
Corso di Formazione permanente a Bologna. E' coordinato
da Pier Francesco Galli, Giuliana Gagliani e Mariangela Pierantozzi, attivo dal 1992 con numero chiuso
di 16 partecipanti e 8 incontri annui.
Corso di Formazione permanente a Milano. E' coordinato
da Nella Guidi, attivo dal 1992 con numero chiuso di 20 partecipanti e 8 incontri
annui.