Psicoterapia e Scienze Umane


Presentazione della rivista 
e storia del gruppo di Psicoterapia e Scienze Umane

Psicoterapia e Scienze Umane prosegue in continuità storica e formale le attività iniziate nel 1960 dal Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia - Centro Studi di Psicoterapia Clinica di Milano. Il gruppo si costituisce in maniera informale nel 1960, sulla base della collana "Biblioteca di Psichiatria e di Psicologia Clinica" fondata da Pier Francesco Galli, in collaborazione con Gaetano Benedetti, presso l'editore Feltrinelli di Milano. La esplicita filosofia di base si fondava su:

  1. collegamento con la psichiatria, la psicoterapia, la psicoanalisi internazionali in tempi reali, recuperando il ritardo nazionale
  2. attivazione di piccoli gruppi di formazione permanente che potessero riprodursi "per gemmazione", impostati con funzione di stimolo centrifugo, riducendo la dipendenza dall'appartenenza e responsabilizzando l'individuo sul proprio processo formativo (cinque importanti scuole di psicoterapia di Milano hanno preso le mosse dal Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia)
  3. confronto teorico-clinico nel gruppo originario e nelle forme organizzative successive tra colleghi di formazione diversa: nel primo gruppo erano presenti freudiani, daseinsanalisti (fenomenologi), interpersonalisti, junghiani, kleiniani
  4. in parallelo con le iniziative di formazione privata, interventi nei servizi pubblici per la formazione psichiatrica e psicoterapeutica; in questa prospettiva il Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia ha introdotto sin dal 1961 il metodo dei "Gruppi Balint" e la cultura psichiatrica, psicoterapeutica e psicoanalitica "interpersonale" di Silvano Arieti, Frieda Fromm-Reichmann, Clara Thompson e Harry Stack Sullivan
  5. una visione laica della psicoterapia e della psicoanalisi, cioè non come branca specialistica della psichiatria né della psicologia clinica, ma colta invece nel suo carattere "eversivo" rispetto alla cultura e alla scienza, a equilibri complessivi già dati, e nella sua irriducibilità ad altri saperi, nel suo essere inoltre priva, a differenza delle religioni e delle ideologie, di assertività e di carattere consolatorio
  6. l'esercizio della critica come metodo di conoscenza e di ricerca
  7. un progetto di formazione permanente piuttosto che corsi formali di psicoterapia
  8. l'esplorazione dello spazio fra "psicoanalismo" e "psicoterapie"
  9. l'epistemologia della decostruzione
  10. il collegamento fra cultura psicoanalitica e scienze umane

Dall'11 al 14 dicembre 1962 viene organizzato il primo corso di aggiornamento dal titolo "Problemi di Psicoterapia", presso il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Tra il 1963 e il 1965 vengono organizzati altri 6 corsi di aggiornamento, sempre a Milano, nella stessa sede, che videro come relatori quanto di meglio offrivano la psichiatria, la psicoterapia e la psicoanalisi di allora a livello nazionale e internazionale (vedi ad esempio gli Atti della giornata di studio del 10 Ottobre 1965, a cui parteciparono Pier Francesco Galli, Gaetano Benedetti, Christian Mueller, Johannes Cremerius, e Michael Balint; alla relazione di P.F. Galli seguirono gli interventi, riportati in sintesi nel sito, di Mario Moreno, Franco Basaglia, Antonio Jaria, Franco Giberti, Giuseppe Maffei, Dario De Martis, Piero Leonardi, Edoardo Balduzzi, Giorgio Zanocco, Antonino Lo Cascio, Cesare Musatti, Cornelio Fazio). In seguito vengono organizzati altri due corsi di aggiornamento, entrambi residenziali, uno nel 1966 (ad Arenzano [GE] dall'1 al 4 novembre) e uno nel 1967 (a Vietri sul Mare [SA]).

Il gruppo originario si incontrava mensilmente con Gaetano Benedetti di Basilea (dal 1963), con Johannes Cremerius di Friburgo in Br. (dal 1966), e Marcelle Spira di Ginevra (1965-67); l'impostazione scientifica integrativa ha quindi caratterizzato Psicoterapia e Scienze Umane sin dalle origini (si veda anche l'intervista del 1984 "La psicoanalisi e l'istituzione psicoanalitica in Italia").

Nel 1963 venne attivato, prima nella sede di Via Lanzone 7 e successivamente in quella "storica" di Piazza S. Ambrogio 2, sempre a Milano, un seminario settimanale permanente, molto frequentato, e dal quale prenderanno le mosse diverse diramazioni che segneranno la storia della psicoterapia in Italia (anche i primi 13 numeri della rivista Fogli di Informazione, che per tanti anni è stata strumento di collegamento tra coloro che  sperimentavano prassi terapeutiche alternative relative alla psichiatria e che ha accompagnato le lotte antipsichiatriche e antistituzionali in Italia e le vicissitudini del movimento di Psichiatria Democratica, sono stati ciclostilati in questa sede). Nel 1966 e nel 1967 i corsi di aggiornamento divengono residenziali, rispettivamente ad Arenzano (GE) e Vietri sul Mare (SA).

Nel 1967 da parte della International Federation of Psychotherapy (IFP) viene affidata al gruppo, sotto la presidenza di Pier Francesco Galli, l'organizzazione dell'VIII Congresso Internazionale di Psicoterapia che si svolgerà a Milano il 25-29 agosto 1970. Gli atti sono pubblicati nel gennaio 1973 nel volume n. 30 (dal titolo Psicoterapia e Scienze Umane) della collana "Biblioteca di Psichiatria e di Psicologia Clinica" dell'editore Feltrinelli di Milano, diretta da Gaetano Benedetti e Pier Francesco Galli.

Nel 1971 venne sospeso il seminario unico e sostituito da piccoli seminari a Milano, Genova e Bologna con nuclei di circa 15 partecipanti. Quattro volte all'anno si svolgeva un incontro plenario nelle sedi citate più un incontro a Zurigo in collegamento con il Psychoanalytisches Seminar Zürich (PSZ) (il "Seminario Psicoanalitico di Zurigo").

Il progetto della rivista Psicoterapia e Scienze Umane, che rimane quello delle origini, viene qui presentato nelle parole dell'editoriale del n. 1/1967:

«Interdisciplinare, nella storia recente delle Scienze Umane, è momento di riflessione al di là di schemi funzionali immediati. L'attuale periodo segue ad una fase tecnicistica in cui ricerca empirica e messa a punto metodologica hanno offerto l'alibi per sfuggire i problemi di fondo. Il credo nell'oggettività, residuo del mondo positivo, è rappresentato da tecnici per cui l'interdisciplinarietà, lungi dalla convergenza antropologica, è sterile confrontazione di metodi.
La ricerca di un linguaggio comune diventa abbandono ad innocue esercitazioni in cui le barriere semantiche segnano i limiti della falsa coscienza epistemologica. L'ideologia del metodo sancisce sicurezze pseudoconoscitive, nel progressivo abdicare alle premesse di una antropologia. Tecnici della guarigione psichica, aritmetici della conoscenza sociale, sintesi di risultati operativi il cui prezzo è la riduzione a dimensione euristica del pensare. Collezionisti di dati si raggruppano nella ricerca e talvolta la tecnica, additata responsabile di scissione dell'umano, lascia posto ad un indifferenziato bisogno di sintesi dove l'irrazionale emerge come ideologia di una prassi in cui esperienza è stereotipa ripetizione. Rifiuto a trarre conseguenze dal dato di conoscenza, mondo di tecnici dell'interdisciplinare come luogo d'incontro istituzionale, rinuncia al pensare pubblico, pensiero privato attutito nel dato e nell'oggettività, mitico criterio di cittadinanza scientifica. Interdisciplinare burocratico, ufficiale, punteggiato da regolari carriere scientifiche al servizio della conservazione. I tecnici hanno troppo spesso accettato la rinuncia alla presenza sociale.
Lo psicoterapeuta, come tecnico delle Scienze Umane, si trova nell'alternativa di essere strumento della società nel ruolo di curatore di devianze, ovvero di adoperare le conseguenze conoscitive del proprio metodo d'indagine per intervenire nella dinamica dei processi di trasformazione sociale. Nel quadro di una presa di coscienza degli psicoterapeuti come categoria professionale, si trascende l'esperienza individuale o il porsi privato come operatore sociale o politico. La conoscenza psicoterapeutica impone la partecipazione attiva alla realtà da costruire e non ha spazio per la fuga nel tecnicismo.
Il tentativo di conoscersi e di portare, da un canto, all'interno del nostro settore professionale, presentato con gli aspetti concreti che lo caratterizzano, temi e problematiche di settori affini, e dall'altro di offrire a questi il contributo della ricerca psicoterapeutica, rappresenta il filo conduttore di questo periodico. Le premesse di un discorso antropologico, nei limiti della nostra storia e della cultura in cui operiamo, è innanzi tutto, in questa fase, problema di conoscenza reciproca. Impegno di ricerca in cui la nostra solitudine tecnica trovi risposta in altre solitudini tecniche. L'insicurezza, ritrovato quotidiano dell'esperienza terapeutica, diventa assunzione responsabile dei poli di conflitto nel campo delle Scienze Umane, per una chiarezza al di là delle false coscienze empiriche» (p. 1 del n. 1/1967 di Psicoterapia e Scienze Umane; ripubblicato a p. 298 del n. 3/2006).

In questa chiave l'interdisciplinarietà concreta si configura ancora quale obiettivo di un impegno professionale con impatto sociale, in opposizione alla cultura delle tolleranze parallele e degli opportunismi ecumenici (si veda a questo proposito la conferenza tenuta da P.F. Galli all'incontro annuale del Rapaport-Klein Study Group del 1990).

In linea con tali premesse la rivista ospita contributi di matrice psicoanalitica accanto a quelli di rappresentanti di discipline come psicologia, psichiatria, sociologia, antropologia, filosofia, scienze dell'educazione, storia. Alcune di queste componenti sono presenti fin dalla fondazione fra i membri della redazione e del comitato di consulenza. Il carattere di "servizio" si è accentuato dalla fine degli anni 1980 con una serie di rubriche come "Classici della ricerca psicoanalitica" (30 classici scritti tra 1927 e il 1965 e pubblicati dal 1989 al 1999), "Casi clinici" (dal 1987, con decine di casi pubblicati e commentati), "Recensioni" (dal 1984), "Tracce. Mummia ridens" (dal 2004, con una ricostruzione della storia della psicoanalisi e della psicoterapia in Italia da un punto di vista sia teorico che sociologico, "a volte con la forza emozionale dell'aneddotica sottratta alle storiografie accademiche"), e "Riviste" (dal 1984) che accoglie gli indici, in parte commentati, delle principali riviste internazionali e nazionali del settore psicoterapia/psicoanalisi (The International Journal of Psychoanalysis, Journal of the American Psychoanalytic Association, Psychoanalytic Quarterly, Contemporary Psychoanalysis, Revue Française de Psychanalise, Psyche, ecc.).

La cooperativa

La "Cooperativa Psicoterapia e Scienze Umane a r.l.", fondata nel 1978 e che prosegue con questa denominazione le attività del Gruppo milanese per lo sviluppo della psicoterapia, ha come finalità dichiarate nello statuto (27 febbraio 1978): l'edizione di riviste specializzate in materia di scienze psicologiche, tecniche psicanalitiche e scienze umane (la rivista Psicoterapia e Scienze Umane è indipendente dalla cooperativa); la pubblicazione di testi e lavori nello stesso campo; l'aggiornamento culturale e professionale dei propri soci; l'organizzazione di congressi e riunioni professionali in materia di psicologia, psicoanalisi e scienze umane. Le attività formative sono finanziate esclusivamente da quote di iscrizione dei partecipanti.

La composizione degli organi direttivi ed istituzionali della cooperativa è la seguente. Presidente Cooperativa: Alberto Merini; Consiglio di Amministrazione: Pier Francesco Galli, Alberto Merini, Eugenia Omodei Zorini; Sindaci: Marianna Bolko, Adriana Grotta, Giancarlo Rigon, Ferruccio Tiberi (supplente), Eustachio Loperfido (supplente [deceduto]); Comitato Organizzativo dei "Seminari Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane": Alberto Merini, Marianna Bolko, Dante Comelli, Pietro Pascarelli, Euro Pozzi, Gabriele Vezzani, Ulrich Wienand. (tutti i componenti del Comitato Organizzativo hanno, oltre alla propria formazione specifica, un'esperienza professionale di più di 25 anni, spesso anche in servizi pubblici).

Attività editoriali

La rivista trimestrale Psicoterapia e Scienze Umane (ISSN 0394-2864; Dewey Decimal Classification [DDC] 616; ISSN elettronico 1972-5043) è totalmente indipendente dalla omonima cooperativa, ed è diretta da Pier Francesco Galli, Marianna Bolko e Paolo Migone (direttore responsabile). Fu fondata nel 1967 da Pier Francesco Galli, e dal n. 1/1982 (Volume XVI) è pubblicata dall'editore FrancoAngeli di Milano. E' di gran lunga la più diffusa rivista italiana nel settore nel campo della psicologia/psichiatria/psicoanalisi con circa 1.300 lettori e più di 40 anni di storia. E' una rivista totalmente indipendente, non è mai stata finanziata da alcun ente pubblico o privato (Università, Ministero, CNR, fondazioni, ecc.) e, per scelta, non fa mai pubblicità; si finanzia solamente con le vendite in libreria e con gli abbonamenti

Negli ultimi decenni alcune importanti collane editoriali sono state fondate e dirette da Pier Francesco Galli:

Psicoterapia e Scienze Umane ha un proprio sito Internet (http://www.psicoterapiaescienzeumane.it) ed è presente anche su altri siti Internet italiani: ad esempio, oltre che nel sito dell'editore FrancoAngeli, dal maggio 1998 è nel portale Psychomedia (dove dal giugno 2000 ha anche una sezione dedicata alla raccolta di materiali), e dal febbraio 1999 è ospitata dalla rivista POL-it.

Rilevanza nazionale ed internazionale

Psicoterapia e Scienze Umane ha fatto parte della rete internazionale di associazioni psicoanalitiche indipendenti Platform International, e collabora in partnership con il Seminario Psicoanalitico di Zurigo (Psychoanalytisches Seminar Zürich [PSZ]) e con la sua rivista Journal für Psychoanalyse, con l'Istituzione "Gianfranco Minguzzi" di Bologna, con il Centro Universitario di Psichiatria Multietnica "Georges Devereux" di Bologna, ed è membro dell'International Council of Editors of Psychoanalytic Journals (ICEPJ). La rivista è indicizzata in varie banche dati internazionali tra cui PsycINFO (Psychological Abstracts), Psychoanalytic Abstracts, EMBASE (Excerpta Medica), EMCare, Scopus, Sociological Abstracts, Social Services Abstracts, Worldwide Political Science Abstracts, PAIS International, Linguistics and Language Behavior Abstracts, Human Resources Abstracts, IBSS (International Bibliography of the Social Sciences), The Philosopher's Index, Casalini-EIO (Editoria Italiana Online).

Negli anni precedenti hanno partecipato ai "Seminari Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane" esperti internazionali nel campo della psicoanalisi come Johannes Cremerius, Merton Gill, Peter Wolff, Lawrence Friedman, Fred Busch, Owen Renik, Robert Langs, Berthold Rothschild, Tobie Nathan, Helmut Thomä, Elizabeth Bott Spillius, Joyce McDougall, John Gedo, Peter Fonagy, Morris Eagle, Robert Holt, Robert Wallerstein, Frank Sulloway, ecc. Molti seminari sono apparsi sulla rivista Psicoterapia e Scienze Umane. Gli orientamenti sulle tematiche del Sé e del narcisismo sono stati introdotti in Italia da Psicoterapia e Scienze Umane con 20 anni di anticipo rispetto alla loro diffusione allargata.

Attività formative

Caratterizzante è sempre stata l'attività di formazione continua nei Servizi del Sistema Sanitario Nazionale. Membri del gruppo originario e successivamente di Psicoterapia e Scienze Umane, insieme a colleghi che hanno compiuto il proprio percorso formativo interamente o in parte con questo gruppo, sono sempre stati - e sono tutt'oggi - impegnati nei servizi pubblici sia con rapporti di lavoro organici che con contratti privati da formatori. La rete informale, sociologicamente riconoscibile, comporta interventi a livello nazionale nei servizi pubblici che raggiungono alcune migliaia di persone in formazione.

Il primo intervento di formazione in un ospedale psichiatrico pubblico è stato svolto a Varese negli anni 1962-64. Presso l'ospedale psichiatrico di Sondrio è stato realizzato nel 1967 il primo progetto di teaching hospital (la struttura di questo teaching hospital era basata su 25 ore settimanali di insegnamento, per 40 settimane all'anno, a otto medici borsisti all'interno dell'ospedale psichiatrico di Sondrio; questo progetto è illustrato nel n. 1/1967 di Psicoterapia e Scienze Umane).

Tra il 1989 e il 1996 Psicoterapia e Scienze Umane ha organizzato a Pordenone la Scuola di Psicoterapia e Riabilitazione del Centro Studi e Ricerche sulla Salute Mentale della Regione Friuli Venezia Giulia (Participating Institution in the WHO Collaboration Centre for Research and Training in Mental Health Italy).

In sintesi, l'intervento nei servizi pubblici e l'integrazione pubblico-privato hanno costituito uno dei tratti distintivi principali della logica operativa di Psicoterapia e Scienze Umane, accanto alla formazione e all'aggiornamento permanenti e continui, comunque tramite metodi di lavoro basati su piccoli gruppi.

I "Seminari Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane"

Dal 1982 Psicoterapia e Scienze Umane organizza a Bologna un corso di formazione continua denominato, per motivi storici, "Seminari Internazionali". Il corso si articola in incontri a scadenza mensile (il terzo sabato di ogni mese) ed è destinato a medici e psicologi con propria formazione psicoanalitica già acquisita. Il numero dei partecipanti è limitato a 52 per garantire lo svolgimento di metodi di formazione attiva tanto nel dibattito in aula quanto nella suddivisione in piccoli gruppi di discussione. Può essere ammesso un nuovo partecipante solo quando qualcuno decide di non frequentare più il corso.

Agli incontri del corso, progettati dal Comitato Organizzativo dei "Seminari Internazionali",  vengono invitati esperti italiani e stranieri della psicoanalisi e di campi affini. Obiettivo dei "Seminari Internazionali" è quello di fornire una formazione permanente su temi di teoria psicoanalitica, teoria della tecnica e scienze umane. Ogni incontro è articolato con la seguente scadenza di tempi:

La progettazione formativa comprende: a) aspetti diacronici (tematiche che vengono trattate e riprese nel corso di vari anni, come per esempio l'identità di genere, la psicopatologia in adolescenza, il trattamento di pazienti provenienti da altre culture, il trattamento delle patologie gravi, la teoria della tecnica, il confronto teorico-clinico con colleghi di formazione diversa, ecc.; questa parte della progettazione viene svolta dal Comitato Organizzativo durante le sue riunioni mensili); b) aspetti specifici per ogni incontro: scelta di letture preliminari, tematiche da evidenziare nella relazione e da discutere nei piccoli gruppi, la casistica clinica da presentare, l'impiego di ausili didattici, eventuali interventi preordinati da parte di discussant interni o esterni (questa progettazione viene svolta da un membro del Comitato Organizzativo a turno, che diventa responsabile didattico per uno specifico incontro). Per ogni incontro il Comitato Organizzativo individua un chairman con i seguenti compiti: apre e chiude il seminario, presenta il relatore, presenta gli invitati, dà la parola ai discussant, osserva il rispetto dei tempi sia del relatore che dei discussant, decide sul momento e sulla durata dell'intervallo, gestisce la successione degli interventi. La presenza dei partecipanti viene verificata tramite firma con indicazione dell'orario di ingresso e di uscita, in presenza di personale di Segreteria o del Comitato Organizzativo. L'attestato di partecipazione viene consegnato solo dopo una partecipazione pari a quanto previsto dalle indicazioni ministeriali in tema di ECM.
 
Per quanto riguarda la filosofia e gli strumenti della valutazione formativa, l'obiettivo della formazione in psicoterapia psicoanalitica è solo in minima parte quello di un apprendimento incrementale, quanto invece di un miglioramento delle competenze e della performance professionale, inclusi gli aspetti relazionali. Tale miglioramento non è rilevabile a breve termine e non con gli strumenti consueti, incentrati su aspetti cognitivi. Al momento attuale, le metodologie di valutazione della formazione in materia di psicoterapia psicoanalitica presentano una relazione costi/benefici molto onerosa. Inoltre, sarebbe difficile discernere, alla fine di un anno di corso, quale parte dell'eventuale miglioramento della performance sia ascrivibile al corso, quale alle supervisioni ricevute al di fuori del corso, all'eventuale training personale, ad altre iniziative formative frequentate, ecc. Nel caso dei "Seminari Internazionali" si tratta di un processo di formazione continua, iniziato 40 anni fa e in continua evoluzione e miglioramento. 
 
Il Comitato Organizzativo dei "Seminari Internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane" ritiene opportuno effettuare le seguenti forme di valutazione del Corso: a) Dai partecipanti che vogliono ricevere i crediti ECM, sarà compilato, alla fine degli incontri del corso annuale (in genere 7), un questionario con domande relative ad ogni incontro sulle tematiche trattate; b) I partecipanti compilano periodicamente un questionario di gradimento: c) Dopo ogni incontro il Comitato Organizzativo effettua una valutazione collegiale puntuale sul raggiungimento di ognuno degli obiettivi formativi:  tale valutazione serve anche per il reorientamento della progettazione formativa degli anni successivi. Ai 7 "Seminari Internazionali" del 2005 sono stati attribuiti 30 crediti ECM dal Ministero. Per avere diritto ai crediti ECM, i partecipanti: a) Attestano la propria presenza tramite firma di entrata e di uscita a 7 seminari; b) Compilano il questionario con le domande di apprendimento; c) Compilano il questionario standard di gradimento. Il finanziamento avviene interamento attraverso le quote di iscrizione ai "Seminari Internazionali". Non sono previsti sponsor esterni. La cooperativa non produce o commercializza prodotti sanitari o farmaceutici (presidi medico-chirurgici, apparecchiature elettromedicali, farmaci, ecc.), pertanto non sussiste motivo di incompatibilità con le attività formative organizzate.
 
Questi sono i relatori degli incontri organizzati dal 1984, elencati in ordine cronologico: 
1984-85: Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna), Silvano Massa (Genova), Pier Francesco Galli (Bologna), Sergio Dazzi (Parma), Paolo Migone (Parma) & Milly Fumagalli (Milano), Vittorio Melega & Giovanni Neri (Bologna), Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna), Giancarlo Rigon (Bologna) & Franco Ricci (Pesaro)
1985-86: Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna), Pier Francesco Galli (Bologna) & Paolo Migone (Parma), Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna)
4 aprile 1987: Giornata di studio a Milano (Palazzo delle Stelline) su tre temi: "Il setting" (conduttori dei gruppi: Marianna Bolko, Alberto Emiliani, Adriana Grotta, Pierrette Lavanchy, Antonella Mancini, Alberto Merini, Eugenia Omodei Zorini, Franco Ricci, Giancarlo Rigon), "Le psicoterapie nei servizi pubblici" (conduttori dei gruppi: Alessandro Ancona, Piergiorgio Battaggia, Teresa Corsi Piacentini, Emanuele Gualandri, Eustachio Loperfido, Vittorio Melega, Giovanni Neri, Mariangela Pierantozzi, Ferruccio Tiberi), "Diagnosi e psicoterapia" (conduttori dei gruppi: Pier Maria Furlan, Pier Francesco Galli, Nella Guidi, Vladimir Jancovic, Giampaolo Lai, Silvano Massa, Paolo Migone, Berthold Rothschild, Katharina Schweizer, Judith Valk, Thomas Von Salis, Billa Zanuso)
1987-88: Fiorella Giusberti & Andrea Melella (Bologna), Vittorio Melega & Giovanni Neri (Bologna), Paolo Migone (Parma), Adriana Grotta (Bologna), Teresa Corsi Piacentini (Genova), Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna), Giuliana Gagliani & Mariangela Pierantozzi (Bologna)
1988-89: Audrey Gavshon (Londra), Pedro Grosz (Zurigo), Thomas von Salis (Zurigo), Berthold Rothschild (Zurigo), Paul Parin (Zurigo), Emilio Modena (Zurigo), Judith Valk (Zurigo), Morris N. Eagle (Toronto)
3-4 giugno 1988: Convegno di Platform International a Milano (Palazzo delle Stelline) "Sono ancora utili gli idioti?". Relazioni di Pier Francesco Galli (Bologna), Emilio Modena (Zurigo), Berthold Rothschild (Zurigo), Paul Parin (Zurigo), Goldy Parin-Matthey (Zurigo), Johannes Cremerius (Friburgo i.Br.), Armando Bauleo (Buenos Aires/Venezia), Gregório Baremblitt (Rio de Janeiro), Paul Passett (Zurigo), Sjef Teuns (Amsterdam), C. Tholen (Kassel), A. Borst (Parigi), Arno von Blarer (Zurigo), Marie-Claire Boons (Parigi), Giacomo Contri (Milano), Detlef Michaelis (Francoforte), Roberto Dionigi (Bologna), Michele Ranchetti (Firenze), Tito Perlini (Milano), Robert D. Hinshelwood (Londra), Johannes Reichmayr (Vienna), J.L. Pedreir (Gijon), H. Stephan (Amburgo). Moderatori dei gruppi di discussione: A. Borst, M. Monville, C. Landry, Sjef Teuns, Hans-Peter Meyer, Barbara Andriello, Luciano Rispoli, Antonio Marigliano, Liliana Stea, Orlando Todarello, Ciro Elia, Anna Maria Fabbrichesi, Marianna Bolko, Alberto Merini, A. Ballabio, Maria D. Contri
1989-90: Robert R. Holt (New York), Pedro Grosz (Zurigo), Marco Bacciagaluppi (Milano), Audrey Gavshon (Londra), Anton Obholzer (Londra), John E. Gedo (Chicago), Anne Hurry (Londra), Judith Valk (Zurigo), Emilio Modena (Zurigo)
1991: George S. Moran (Londra), Marianna Bolko & Alberto Merini (Bologna), Pier Franceso Galli (Bologna), Marco Conci (Trento), Ferruccio Giacanelli (Bologna), Anton Obholzer (Londra), Adam Limentani (Londra), Berthold Rothschild (Zurigo), Steven Mitchell (New York), Peter Fonagy (Londra), Rose Edgcumbe (Londra), Paul Parin (Zurigo)
24-27 giugno 1991: Settimana di studio a Bologna con Johannes Cremerius (Friburgo i.Br.), Morris N. Eagle (New York), Lawrence Friedman (New York), Pier Francesco Galli (Bologna), Merton M. Gill (Chicago), Robert R. Holt (New York), Tito Perlini (Venezia), Michele Ranchetti (Firenze), Frank J. Sulloway (Boston), Helmut Thomä (Ulm), Peter H. Wolff (Boston) e altri
1992: Mahmoud Sami-Ali (Parigi), Bruna Zani (Bologna), Anton Obholzer (Londra), Lilian Berna-Simons (Zurigo), Berthold Rothschild (Zurigo), Roger Kennedy (Londra), Judith Valk (Zurigo)
1993: Berthold Rothschild (Zurigo), Giordano Fossi (Firenze), Lilian Berna-Simons (Zurigo), Clifford Yorke (Londra), Tobie Nathan (Parigi), Peter Fonagy (Londra), Ita Imhof-Grosz (Zurigo)
25-26 giugno 1993: Giornate di studio a Milano (Palazzo delle Stelline) con Lawrence Friedman (New York) e Leonard Groopman (New York)
1994: Tito Perlini (Venezia), John E. Gedo (Chicago), Joice McDougall (Parigi), Jay Greenberg (New York), Robert R. Holt (New York), Giorgio Sassanelli (Roma), Berthold Rothschild (Zurigo)
1995: Tito Perlini (Venezia), Helmuth Thomä (Ulm), Piero Coppo (Casciana [Pisa]), P. Seccarelli (Parigi), Pier Francesco Galli (Bologna), Elizabeth Bott Spillius (Londra), Giacomo Contri (Milano). Conduttori dei gruppi: Alessandro Ancona, Marianna Bolko, Teresa Corsi Piacentini, Eustachio Loperfido, Aleberto Merini, Eugenia Omodei Zorini, Giancarlo Rigon
1996: 20 gennaio, Maurizio Peciccia (Perugia), "Il disegno speculare progressivo nella psicoterapia della schizofrenia"; 17 febbraio, Juan Manzano (Ginevra), "Esiti a distanza nelle psicosi infantili"; 16-17 marzo, Tobie Nathan (Parigi); 20 aprile, Fritz A. Henn (Mannheim), "Neuroscienze e schizofrenia"; 18 maggio, Salomon Resnik (Parigi), "L'esperienza schizofrenica"; 19 ottobre, Fernanda Pedrina (Zurigo), "Depressione post-partum"; 16 novembre, Pier Franceso Galli (Bologna), "Le dottrine della relazione: osservazioni sui nuovi che avanzano"
1997: 18 gennaio, Pedro Grosz (Zurigo); 15 febbraio, Armando Bauleo (Buenos Aires/Venezia); 15 marzo, Berthold Rothschild (Zurigo); 19 aprile, Salvatore Inglese (Catanzaro); 17 maggio, Silvia Amati Sas (Ginevra/Trieste); 18 ottobre, Roberto Speziale-Bagliacca (Genova); 15 novembre, Furio Ravera (Milano)
1998: 17 gennaio, Adele Nunziante Cesaro (Napoli), "Lo sviluppo della identità femminile: l'affetto depressivo"; 21 febbraio, Domenico Di Ceglie (Londra), "Sui disturbi dell'identità di genere"; 21 marzo, Massimo Cuzzolaro (Roma), "Sui disturbi alimentari"; 16 maggio, Johannes Reichmayr (Vienna), "Per la storia del movimento psicoanalitico: le circolari di Fenichel"; 17 ottobre, Giorgio Sassanelli (Roma), "Sul narcisismo"; 21 novembre, Luciano Rispoli (Napoli), "L'ambito reichiano"; 19 dicembre, Giovanni Liotti (Roma), "L'ambito cognitivista"
1999: 20 febbraio, Tito Perlini (Venezia), "Il lato oscuro della psicoanalisi di Jung"; 13 marzo, Johannes Cremerius (Friburgo i.B.), "Conversando con Johannes Cremerius sulla sua vita e la sua produzione scientifica"; 17 aprile, Paul Parin (Zurigo), "Menzogne in tempo di pace"; 15 maggio, Antonino Ferro (Pavia), "Nella stanza dell'analisi"; 16 ottobre, Fred Busch (Ann Arbor), "Psicologia dell'Io e teoria della tecnica"; 20 novembre, Wolfgang Mertens (Monaco d.B.), "L'interpretazione dei sogni di Freud: 100 anni dopo"; 18 dicembre, Irene Bernardini (Milano), "Dalla psicoanalisi alla mediazione familiare". Conduttori dei gruppi: Fabiano Bassi, Marianna Bolko, Pier Francesco Galli, Eustachio Loperfido, Alberto Merini, Eugenia Omodei Zorini, Ferruccio Tiberi
2000: 22 gennaio, Owen Renik (San Francisco), "La soggettività dell'analista"; 19 febbraio, Michele Ranchetti (Firenze), "La psicoanalisi e l'antisemitismo"; 18 marzo, Ethel Spector Person (New York), "Potere personale: storie di vita e di genere"; 20 maggio, Morris N. Eagle (New York), "Transfert e controtransfert nella teoria psicoanalitica contemporanea"; 21 ottobre, Stavros Mentzos (Francoforte s.M.), "Disturbi nevrotici come elaborazione patologica del conflitto"; 18 novembre, Ferruccio Osimo (Milano), "Psicoterapia breve"; 16 dicembre, Mario Lavagetto (Parma), "Psicoanalisi e arte"
2001: 20 gennaio, Philippe Jeammet (Parigi), "Psicoterapia dell'adolescente oggi"; 17 marzo, Salvatore Inglese (Catanzaro), "In tema di psichiatria multietnica"; Michael H. Stone (New York), "Sogni insoliti e primitivi nei pazienti borderline"; 19 maggio, Jack Drescher (New York), "Omosessualità e psicoanalisi"; 20 ottobre, Carlo Bonomi (Firenze), "Psicotrauma"; 17 novembre, Lawrence Friedman (New York); 15 dicembre, Pedro Grosz (Zurigo), "Sulla tecnica"
2002: 19 gennaio, Sergio Moravia (Firenze), "Esistenza ferita"; 16 febbraio, Emilio Modena (Zurigo), "Aggredo e libido"; 16 marzo, Umberto Ponziani (Bologna), "Il Sé nell'approccio adleriano: teoria e tecnica"; 25 maggio, Robert S. Wallerstein (San Francisco), "42 Lives in Treatment"; 19 ottobre, Lilli Gast (Berlino), "Critica della psicoanalisi kleiniana"; 16 novembre, Owen Renik (San Francisco), "Scopi della psicoterapia e della psicoanalisi"; 14 dicembre, Giuseppe Varchetta (Milano), "Psicoanalisi ed organizzazione del lavoro"
2003: 18 gennaio, Tito Perlini (Venezia), "Tematiche estetiche in Freud: Il perturbante"; 15 febbraio, Maurizio Balsamo (Roma), "Il destino, un resto della psicoanalisi"; 15 marzo, Omar Ndoye (Dakar), "La psicoanalisi in Africa: prospettiva storica e situazione attuale"; 20 settembre, Werner Bohleber (Francoforte s.M.), "Storia delle idee psicoanalitiche: perché alcune idee vengono dimenticate?"; 18 ottobre, Jacques Hochmann (Lione), "Terapia e narrazione"; 8 novembre, Theodore Jacobs (New York), "Interazione transfert-controtransfert e processo di cambiamento"; 13 dicembre, Giampaolo Lai (Milano), "Osservazioni sulle tecniche conversazionali"
31 maggio 2003: Giornata di studio a Bologna in occasione dei 40 anni di Psicoterapia e Scienze Umane, "Le ragioni di una storia. 1962-2003: Quarant'anni nella psicoanalisi e dintorni", con Pier Francesco Galli, Giancarlo Rigon, Pietro Pascarelli, Ulrich Wienand, Eustachio Loperfido, Dante Comelli, Alberto Merini, Marianna Bolko, Giorgio Meneguz
2004: 17 gennaio, Stavros Mentzos (Francoforte s.M.), "La guerra e le sue funzioni psicosociali"; 21 febbraio, Jacques André (Parigi), "Les frontieres de l'analyse"; 20 marzo, Mario Lavagetto (Parma), "Mentire allo psicoanalista: un caso di coscienza di Zeno"; 15 maggio, Alberto Llasa (Bilbao), "Esperienza del corpo e costruzione dell'immagine corporea nell'adolescenza: vissuti, ossessioni e strategie"; 18 settembre, Morris N. Eagle (New York), "Teorie dell'attaccamento e loro critica" [spostato al 18 giungo 2005]; 16 ottobre, Francesco Napolitano (Caserta), "La filosofia delle passioni dal punto di vista psicoanalitico"; 20 novembre, Bernard Golse (Parigi), "Psichiatria perinatale tra psicologia dello sviluppo, neuroscienze e metapsicologia"
15 gennaio 2005: Giornata di studio a Bologna su "Psichiatria, psicoanalisi: la sfida multiculturale", con Tullio Seppilli, Alberto Merini, Eustachio Loperfido, Ferruccio Giacanelli, Alain Goussot, Pietro Pascarelli, Tito Perlini, Giancarlo Rigon
2005: 19 febbraio, Valeria Babini (Bologna), "Il caso Murri"; 19 marzo, Marianne Leuzinger-Bohleber (Francoforte s.M.), "Efficacia a lungo termine di psicoanalisi e terapie psicoanalitiche. Uno studio catamnestico rappresentativo e multidimensionale"; 16 aprile, Maurizio Balsamo (Roma), "Clinica della distruttività"; 21 maggio, Catherine Chabert (Parigi), "Sulla passività"; 18 giugno, Morris N. Eagle (Los Angeles), "Implicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento"; 17 settembre, Franco De Masi (Milano), "Il ritiro psichico nella perversione"; 15 ottobre, Roberto Beneduce (Torino), "Trauma, memoria e cura"; 17 dicembre, Roland Gori (Marsiglia), "Funzione e campo dell'atto di parola nel dispositivo analitico: la significazione e il feticismo passionale"
2006: 20 maggio, Judith Valk (Zurigo), "100 anni di interpretazione dei sogni: da Freud a Morgenthaler"; 18 marzo, Daniéle Brun (Parigi), "Amore, amicizia, transfert"; 20 maggio, Michele Ranchetti (Firenze), "Freud: Metapsicologia 1915-1917. La costruzione della psicoanalisi e il suo contesto"; 16 settembre, Alain Vanier (Parigi), "L'effetto Lacan nella psicoanalisi"; 21 ottobre, Vincenzo Masini (Siena), "La psicoterapia implicita"; 18 novembre, Lorena Preta (Roma), "La mente 'contaminata' e il metodo contaminativo della psicoanalisi"; 9 dicembre, Heinrich Deserno (Francoforte), "Terapia psicoanalitica: processo, transfert e tecnica"
15 dicembre 2006: "Cultura psicoterapeutica e cultura psichiatrica: vicissitudini e trasformazioni" (Presentazione del numero speciale 3/2006 in occasione dei quarant'anni della rivista Psicoterapia e Scienze Umane, organizzata dalla Istituzione "Gian Franco Minguzzi" di Bologna): relazioni di Valeria P. Babini (Bologna), Feruccio Giacanelli (Bologna), Angelo Guarnieri (Genova), Tito Perlini (Venezia)
2007: 20 gennaio, Giovanni De Renzis (Napoli), "I resti della psicoanalisi", Discussant Pier Francesco Galli; 17 marzo, Massimo Recalcati (Milano), "Anoressia e angoscia"; 21 aprile, Adelina Talamonti (Roma), "L'esorcista e lo psichiatra. Una prospettiva antropologica su possessione diabolica ed esorcismo"; 19 maggio, Manfred Pohlen (Marburg), "Il potere di influenzamento dell'analista e la verità del suo metodo" [cancellato e spostato al 15 marzo 2008 con altro titolo]; 19 maggio, Howard Shevrin (Ann Arbor), "La teoria delle pulsioni alla luce di recenti scoperte e teorie delle neuroscienze (La necessità di una scienza di base per la psicoanalisi)"; 20 ottobre, Luigi Zoja (Milano), "La funzione paterna nell'attualità e nella storia"; 17 novembre, Maurice Corcos (Parigi), "Il controllo delle emozioni nei funzionamenti borderline"; 15 dicembre, Olga Pozzi (Napoli), "Riflessioni sull'evoluzione del concetto di transfert nei vari modelli teorici"
2008: 16 febbraio, Ferdinando Bersani (Bologna), "La riproducibilità nella scienza: mito o realtà?"; 15 marzo, Manfred Pohlen (Marburg) [spostato dal 19 maggio 2007], "I fattori terapeutici della psicoanalisi: un processo tra obiettività scientifica e suggestione"; 19 aprile, Lawrence Friedman (New York), "Ritorno agli articoli di Freud sulla tecnica"; 17 maggio, Jacques André (Parigi), "In attesa degli eventi"; 21 giugno, Marco Chiesa (Londra), "Un programma di trattamento ambulatoriale per pazienti borderline: il modello clinico e i risultati"; 20 settembre, Heinrich Deserno (Francoforte), "Amore e depressione"; 15 novembre, Maurizio Balsamo (Roma), "Genealogie del genealogico"
2009: 17 gennaio, David Le Breton (Strasbourg), "Adolescenza, condotte a rischio e riti personali: una prospettiva antropologica"; 21 febbraio, Ciro Elia (Bergamo), "A che punto è la psicoterapia individuale delle psicosi"; 21 marzo, Sergio Piro (Napoli), "A che punto è la psichiatria oggi in Italia" (data la prematura scomparsa di Sergio Piro avvenuta il 7-1-2009, il seminario è stato tenuto da Valeria P. Babini, Pietro Pascarelli, Federico Perozziello e Pietro Pellegrini); 16 maggio, Fausto Petrella (Pavia), "Sul processo psicoanalitico"; 20 giugno, Alberto Luchetti (Roma), "Il ritorno del rimosso"; 17 ottobre, Roberto Speziale-Bagliacca (Genova), "L'oggetto reale e la scissione"; 21 novembre, Francesco Barale (Pavia), "Autismo, la debolezza piena"
28 novembre 2009: Jerome J. Wakefield (New York), "Freud e la filosofia della mente"
2010: 16 gennaio, Tito Perlini (Trieste), "Il disagio della civiltà ottant'anni dopo. Osservazioni sullo scritto di Freud"; 20 febbraio, Pedro Grosz (Zurigo), "Il problema della dipendenza reciproca nella successione delle generazioni"; 20 marzo, Silvio Merciai (Torino), "Neuroscienze e psicoanalisi: cavarsela alla meno peggio..."; 17 aprile, Luigi Antonello Armando (Roma), "Freud da Atene a Tebe: sulla formazione del concetto freudiano di trauma e sul suo significato nella filosofia e nella psicoterapia"; 16 ottobre, Jack P. Drescher (New York), "Una storia del rapporto tra psicoanalisi e omosessualità"; 20 novembre, Francesco Napolitano (Caserta), "Materiali per una filosofia freudiana dell'afasia"; 18 dicembre, George J. Makari (New York), "La rivoluzione nella mente: la creazione della psicoanalisi"

Altre attività formative organizzate da Psicoterapia e Scienze Umane

Incontri del Mercoledì. Si sono tenuti fino al 2001 cinque incontri di studio all'anno, il mercoledì dalle 21 alle 23, coordinati da Pier Francesco Galli e Alberto Merini. Questi incontri erano dedicati alla discussione di aree tematiche ritenute significative, invitando iscritti ai "Seminari Internazionali" come relatori; il numero dei partecipanti era mediamente di 15 persone.

Gruppo di studio "Psicopatologia psicoanalitica dell'adolescenza". Questo gruppo di studio si è costituito verso la fine degli anni 1980, attivato e condotto da Marianna Bolko e Eustachio Loperfido, a partire da un gruppo di approfondimento dei "Seminari Internazionali". Nel giro di due anni nei partecipanti si è concretizzata la motivazione ad organizzarsi autonomamente, con un proprio metodo di studio. Dal 2000 è costituito come "sezione" di Psicoterapia e Scienze Umane. L'oggetto del lavoro comune è l'adolescenza, da un punto di vista teorico e clinico, nell'ottica psicoanalitica. Il gruppo ha stabilito un numero massimo di 15 partecipanti, le eventuali nuove ammissioni sono vincolate all'uscita di uno o più dei suoi membri e alla presentazione da parte di uno dei vecchi partecipanti. Si sancisce così il criterio di ammissione su base fiduciaria; unico altro vincolo è che il nuovo richiedente l'ammissione abbia modo di avere in carico, come lavoro clinico, adolescenti. Il gruppo si riunisce con cadenza mensile per otto volte l'anno e si dota di un piano di lavoro tra dicembre e gennaio. Il piano di lavoro riguarda sia gli argomenti da approfondire che la suddivisione in sottogruppi di lavoro. Ogni sottogruppo è formato, in base a criteri logistici e di comune interesse, da circa 4 componenti ed ha il compito di relazionare agli altri sull'argomento assegnatogli, fornendo approfondimenti critici, casi clinici e bibliografia adeguata. Il gruppo si è dato anche il compito di organizzare, sia per i suoi componenti sia per tutti i colleghi interessati, degli incontri seminariali con ospiti italiani e/o stranieri, ritenuti validi interlocutori sugli argomenti trattati. Inoltre si è dotato di una mailing list per trasmettere più agevolmente il materiale di studio tra i componenti. Le tematiche trattate sono: argomenti di psicopatologia (l'adolescente borderline, depressione in adolescenza, autolesionismo, suicidio, violenza, disturbi del comportamento), e argomenti di scienze umane (culture adolescenziali, mass media e adolescenti, l'adolescenza oggi). Sono state organizzate tre conferenze pubbliche: "I volti della depressione nell'adolescente", relatore P. Jeammet; "1983-2000 - adolescenza a confronto tra cronaca e storia", relatore A. De Lillo; "Lo psicodramma psicoanalitico individuale nel trattamento dell'adolescente", relatore P. Jeammet.

Corso di Formazione permanente a Genova. E' attivo dal 1994, coordinato da Pier Francesco Galli in collaborazione con Maria Cellesi e Licia Filingeri, a numero chiuso con 20 partecipanti e 12 incontri annui.

Corso di Formazione permanente a Bologna. E' coordinato da Pier Francesco Galli, Giuliana Gagliani e Mariangela Pierantozzi, attivo dal 1992 con numero chiuso di 16 partecipanti e 10 incontri annui.

Corso di Formazione permanente a Milano. E' coordinato da Nella Guidi, attivo dal 1992 con numero chiuso di 20 partecipanti e 8 incontri annui.


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Web Editor: Paolo Migone