Psicoterapia e Scienze Umane


Istruzioni per i referees

I referees sono colleghi che esaminano gli articoli che vengono inviati alla rivista per una possibile pubblicazione. Infatti, sia per l'alto numero di articoli ricevuti sia per le diverse aree di expertise necessarie per poterli esaminare adeguatamente, la redazione della rivista da sola non può materialmente valutare tutti gli articoli che vengono ricevuti. La funzione dei referees quindi è vitale, dato che da loro dipende la qualità della rivista. Naturalmente i referees forniscono un giudizio non vincolante, dato che in ultima istanza è la direzione che decide se pubblicare un articolo o se rifiutarlo (soprattutto quando vi sono divergenze di opinioni tra i referees), e a volte può anche succedere che la direzione decida diversamente da quanto suggerito dai referees. Il giudizio dei referees rimane comunque estremamente importante perché quasi sempre sono loro che valutano nel modo più attento possibile l'articolo, e suggeriscono modifiche da fare nel caso che si decida di richiedere all'autore di scriverne una seconda versione. I referees sono colleghi, scelti dalla direzione, esperti in determinati argomenti e che soprattutto conoscono la storia di Psicoterapia e Scienze Umane: sanno che la rivista è molto interessata a lavori originali in cui viene prestato il massimo rispetto per la storia delle idee della psicoterapia e lo sviluppo storico dei concetti, spesso con una prospettiva interdisciplinare, e in cui si privilegia un punto di vista critico e indipendente. I referees inoltre devono sapere che Psicoterapia e Scienze Umane, essendo la rivista del settore più diffusa in Italia, riceve molti articoli che necessariamente non possono essere tutti pubblicati, per cui occorre fare una selezione estremamente attenta.

I referees esaminano sempre gli articoli in "doppio cieco" (double-blind). Ciò significa che il referee non conosce il nome dell'autore dell'articolo che esamina, e che neppure l'autore conosce (né conoscerà mai) il nome dei referees che hanno valutato il suo articolo. Solo la direzione conosce i nomi di entrambi, che non rivelerà mai a nessuno. Questo è un aspetto molto importante. Infatti, grazie all'anonimato, il referee si può sentire più obiettivo e libero di esprimere un giudizio anche negativo, senza timore di ferire l'autostima di un collega che eventualmente conosce. I condizionamenti, soprattutto inconsapevoli, che possono influenzare il giudizio del referee nel caso conosca l'autore dell'articolo esaminato sono molto forti. Si pensi solo all'ambiente accademico, soprattutto italiano, dove esiste una ben nota "omertà intellettuale" che impedisce di criticare un collega (a livello di dinamiche concorsuali, ad esempio, possono esservi ritorsioni anche sugli allievi del referee). Questa omertà intellettuale è estremamente diffusa e provoca danni a più livelli (progresso scientifico, formazione delle nuove generazioni, ecc.). Inoltre, il referee può essere prevenuto dalla sua conoscenza dell'autore sia nel caso che lo stimi che nel caso che non lo stimi (o di cui sia o non sia amico), nel senso che ad esempio un collega poco stimato può produrre un lavoro di buona qualità e, viceversa, un collega stimato può scrivere un pessimo articolo. Non è un caso che il sistema dei referees anonimi e in doppio cieco da molti anni sia utilizzato a livello internazionale da tutte le riviste qualificate (chiamate appunto peer-reviewed o "dotate di referees anonimi"), soprattutto da quelle indicizzate (come è Psicoterapia e Scienze Umane).

La direzione invia ai referees anonimi l'articolo per E-Mail come file allegato (attachment) dopo avere tolto il nome dell'autore e tutti i possibili riferimenti a lui (inclusi i suoi lavori citati in bibliografia). Si controlla anche che il nome dell'autore non sia presente nelle proprietà nascoste del file. Si cerca cioè di fare il possibile che il referee non possa riconoscere l'identità dell'autore, e nelle norme redazionali viene specificato che gli autori sono tenuti ad aiutare il lavoro della redazione in tal senso, cioè specificare quali parti dell'articolo potrebbero rivelare la loro identità (ad esempio evidenziandole con un colore), cosicché possano essere cancellate dal file che viene mandato ai referees. La direzione crea così due files dello stesso articolo: il file senza riferimenti all'autore viene mandato ai referees, e l'altro file rimane alla direzione e sarà quello utilizzato per la eventuale pubblicazione.

Nonostante gli articoli mandati ai referees siano anonimi, può accadere che un referee intuisca l'identità dell'autore, soprattutto se ha la stessa area di expertise (ad esempio conosce la sua linea di ricerca, il suo modo di argomentare, ecc.). Se questo accade, il referee è tenuto a non rivelarlo a nessuno, ma deve comunicarlo alla direzione, la quale non conferma né nega quanto intuito dal referee, e a questo punto è consapevole che questo referee ha un bias (cioè un possibile pregiudizio). Naturalmente, c'è un'altra possibilità che il referee arrivi a conoscere la identità dell'autore, e cioè nel caso che l'articolo venga accettato e alcuni mesi dopo lo ritrovi pubblicato nelle pagine della rivista. Anche in questo caso il referee deve tenere rigorosamente segreto il fatto che è stato lui uno dei referees anonimi. Questa è una precondizione che i referees devono accettare se intendono lavorare per Psicoterapia e Scienze Umane.

Il giudizio dei referees si compone di tre parti (vedi sotto): nella prima parte il referee deve assegnare un punteggio (con un numero che va da 1 a 5) a sei affermazioni (contrassegnate dalle lettere che vanno da A a F); nella seconda parte deve scrivere un commento libero, in forma discorsiva, in cui motiva il suo giudizio e/o descrive le eventuali modifiche che suggerisce nel caso ritenga che l'articolo possa essere pubblicato in una nuova versione; nella terza e ultima parte deve dare un giudizio conclusivo scegliendo tra quattro possibilità (l'articolo esaminato è pubblicabile nella forma attuale o con un minimo lavoro di editing; pubblicabile dopo le modifiche suggerite; pubblicabile in una nuova versione e solo se accettato da un'ulteriore lettura dei referees; non pubblicabile). Il referee deve sapere che tutte queste tre parti verranno viste non solo dalla direzione ma anche, ovviamente in doppio cieco, dall'autore e da tutti gli altri referees. Questo significa che, nel caso di un giudizio negativo, il referee deve fare attenzione a scrivere il suo commento in modo non offensivo: occorre sempre proteggere l'autostima degli autori, i quali hanno investito molto tempo e molte energie nel loro lavoro. 

I referees sono invitati a inviare il loro giudizio alla direzione nel più breve tempo possibile (non è stato fissato un tempo massimo perché dipende da vari fattori, e nel caso vi sia bisogno di fissare un tempo massimo viene specificato). Quando la direzione ha ricevuto le risposte da tutti i referees, si riunisce per valutarle e decidere se e come accettare l'articolo (cioè se accettarlo, accettarlo con modifiche, rinviarlo all'autore per una seconda versione che verrà riesaminata dai referees, o respingerlo). Vengono poi inviati non solo all'autore, ma anche a tutti i referees, in forma anonima i giudizi di tutti, cosicché ciascun referee può confrontare il proprio giudizio con quello degli altri: questo fa in modo che il processo di revisione degli articoli abbia anche una funzione "educativa", nel senso che certi referees possono arricchire le proprie conoscenze leggendo i giudizi di altri colleghi. Questa funzione educativa, come è noto, è un importante aspetto del processo di valutazione degli articoli; in altre parole, la funzione educativa del processo di valutazione degli articoli non vale solo per l'autore (che riceve consigli su come migliorarlo, suggerimenti bibliografici, ecc.), ma può valere anche per gli stessi referees

Tutti gli articoli che giungono in redazione, salvo eccezioni, vengono mandati ai referees. Anche gli articoli già preliminarmente accettati perché valutati positivamente dalla direzione spesso vengono mandati ai referees perché possono comunque essere migliorati. E' successo infatti più volte che articoli buoni e indicativamente già accettati siano stati comunque mandati ai referees che hanno suggerito miglioramenti, graditi dagli autori, contribuendo così a innalzare ulteriormente la qualità della rivista.

Vengono ora illustrate le tre parti con cui si compone la valutazione dei referees:

Prima parte: Questionario
Dare un punteggio che va da 1 a 5 a ciascuno dei seguenti sei aspetti dell'articolo esaminato, dove 1 significa "per niente" e 5 significa "moltissimo" (per niente <-1--2--3--4--5-> moltissimo). Accanto a ogni punteggio il referee può scrivere eventuali motivazioni o commenti. Se il referee non è sicuro su un aspetto (ad esempio al punto D dato che non conosce a fondo la letteratura specialistica sull'argomento dell'articolo, oppure al punto F dato che non conosce bene le norme redazionali), non deve dare alcun punteggio e lasciare la casella in bianco (è un errore in questo caso indicare un punteggio intermedio perché sarebbe comunque una valutazione):
A. L'argomento è di interesse per i lettori della rivista
B. Si può dire che l'articolo sia originale o comunque rilevante
C. Le argomentazioni esposte sono internamente coerenti e ben sviluppate, indipendentemente dal fatto che possano essere o non essere condivise
D. Presenta una revisione della letteratura, presta attenzione critica allo sviluppo storico dei concetti, tiene conto dei vari punti vista anche se diversi o opposti a quelli dell'autore, è aggiornato alle ricerche più recenti
E. E' corretto dal punto di vista sintattico-grammaticale, scorrevole, facilmente comprensibile e anche di piacevole lettura
F. Segue le norme redazionali e richiede poco o nessun lavoro di editing (nel testo, nei due riassunti, e nella bibliografia) 

Seconda parte: Giudizio in forma discorsiva (non dimenticare che questo giudizio anonimo, assieme ai punteggi del questionario e al giudizio conclusivo, verrà inviato agli altri referees e anche all'autore, per cui occorre fare attenzione a non usare toni troppo svalutanti o offensivi in caso di giudizio negativo)

Terza parte: Giudizio conclusivo (contrassegnare il giudizio scelto)
L'articolo esaminato è
- Pubblicabile nella forma attuale o con un minimo lavoro di editing
- Pubblicabile dopo le modifiche suggerite
- Pubblicabile forse in una nuova versione se accettato da un'ulteriore lettura dei referees
- Non pubblicabile

La direzione di Psicoterapia e Scienze Umane ringrazia i seguenti colleghi che hanno svolto il lavoro di referee e/o di editing:

2004: Giorgio G. Alberti, Maura Anfossi, Andrea Angelozzi, Claudio Arnetoli, Davide Baldan, Carlo Bonomi, Franco Borgogno, Andrea Castiello d'Antonio, Davide Cavagna, Monica Corsaro, Marzio Dazzi, Giovanni de Girolamo, Daniela De Robertis, Antonio Ferreri, Mauro Fornaro, Vittorio Gallese, Wilfredo Galliano, Roberta Giampietri, Gianni Guasto, Nella Guidi, Giovanni Jervis, Giampaolo Lai, Ruggiero Lamantea, Pierrette Lavanchy, Vittorio Lingiardi, Giovanni Liotti, Antonella Mancini, Giorgio Meneguz, Stefano Mistura, Renato Moretti, Barbara Orbitello, Pietro Pascarelli, Valentina Pera, Mariangela Pierantozzi, Piero Porcelli, Paolo Roccato, Simona Taccani, Orlando Todarello, Maria Consuelo Ugolini, Fabio Vanni, Giovanni Viani
2005: Cesare Albasi, Roberta Ampollini, Andrea Angelozzi, Davide Baldan, Sergio Benvenuto, Flavio Bonfà, Franco Borgogno, Tullio Carere-Comes, Andrea Castiello d'Antonio, Davide Cavagna, Alida Cresti, Marzio Dazzi, Giovanni de Girolamo, Daniela De Robertis, Morris N. Eagle, Giovanni A. Fava, Francesca Fontana, Mauro Fornaro, Carlo Fornesi, Nicoletta Freti, Rita Furlotti, Gabriella Gandino, Wilfredo Galliano, Roberta Giampietri, Giovanni Jervis, Vittorio Lingiardi, Maria Antonietta Lucariello, Antonella Mancini, Mario Mattioda, Giorgio Meneguz, Paolo Moderato, Clara Monari, Renato Moretti, Paola Morra, Pietro Pascarelli, Franco Quesito, Michele Ranchetti, Pier Luigi Rocco, Giovanni Maria Ruggiero, Mauro Santacatterina, Cosimo Schinaia, Paolo Serra, Roberto Speziale-Bagliacca, Simona Taccani, Paolo Tucci, Maria Consuelo Ugolini, Gabriele Vezzani, Giuseppe Viola
2006: Maura Anfossi, Claudio Arnetoli, Valeria P. Babini, Davide Baldan, Giorgio Bedoni, Roberto Beneduce, Sergio Benvenuto, Flavio Bonfà, Franco Borgogno, Andrea Castiello d'Antonio, Davide Cavagna, Paolo Chiappero, Nicoletta Cinotti, Francesca Danesi, Carla Dazzi, Marzio Dazzi, Daniela De Robertis, Francesca Fontana, Mauro Fornaro, Carlo Fornesi, Fulvio Frati, Gian Maria Galeazzi, Wilfredo Galliano, Maurizio Gasseau, Giancarlo Gramaglia, Gianni Guasto, Nella Guidi, Giovanni Jervis, Ruggiero Lamantea, Vittorio Lingiardi, Giovanni Liotti, Antonella Mancini, Maria Luisa Mantovani, Luigi Martelli, Giorgio Meneguz, Flavio Mombelli, Renato Moretti, Paola Morra, Pietro Pascarelli, Adolfo Pazzagli, Luigi Pedrabissi, Mariangela Pierantozzi, Piero Porcelli, Euro Pozzi, Michele Ranchetti, Pier Luigi Rocco, Antonella Romeo, Anna Rotondo, Gian Paolo Scano, Gilda Scardaccione, Margherita Spagnuolo Lobb, Roberto Speziale-Bagliacca, Maurizio Stupiggia, Simona Taccani, Orlando Todarello, Maria Consuelo Ugolini, Valeria Vaccari, Benedetto Valdesalici, Gabriele Vezzani, Giovanni Viani
2007: Andrea Angelozzi, Claudio Arnetoli, Davide Baldan, Sergio Benvenuto, Beatrice Cannella, Andrea Castiello d'Antonio, Davide Cavagna, Paolo Chiappero, Marzio Dazzi, Daniela De Robertis, Alberta Emiliani, Francesca Fontana, Mauro Fornaro, Fulvio Frati, Lawrence Friedman, Gianni Guasto, Giovanni Jervis, Giampaolo Lai, Pierrette Lavanchy, Silvio Lenzi, Vittorio Lingiardi, Giovanni Liotti, Silvia Marchesini, Luigi Martelli, Giorgio Meneguz, Silvio Merciai, Alberto Merini, Renato Moretti, Sabino Nanni, Anna Maria Oscarino, Pietro Pascarelli, Luigi Pedrabissi, Mario Perini, Mariangela Pierantozzi, Piero Porcelli, Euro Pozzi, Pier Luigi Rocco, Gian Paolo Scano, Gilda Scardaccione, Roberto Speziale-Bagliacca, Ivana Staudacher, Maurizio Stupiggia, Simona Taccani, Orlando Todarello, Paolo Tucci, Valeria Vaccari, Gabriele Vezzani
2008: Giorgio G. Alberti, Valeria P. Babini, Davide Baldan, Lavinia Barone, Tania Bedogni, Giorgio Bedoni, Ferdinando Bersani, Flavio Bonfà, Carlo Bonomi, Davide Cavagna, Paolo Chiappero, Arfedele Del Re, Daniela De Robertis, Mauro Fornaro, Carlo Fornesi, Salvatore Freni, Rita Furlotti, Gianni Guasto, Giovanni Jervis, Giampaolo Lai, Vittorio Lingiardi, Giovanni Liotti, Antonella Mancini, Silvia Marchesini, Mario Mattioda, Giorgio Meneguz, Alberto Merini, Clara Monari, Pietro Pascarelli, Mariangela Pierantozzi, Piero Porcelli, Pier Luigi Rocco, Gian Paolo Scano, Paolo Strigini, Simona Taccani, Nicolò Terminio, Valeria Vaccari, Fabio Vanni, Gabriele Vezzani
2009: Giorgio G. Alberti, Andrea Angelozzi, Luigi Antonello Armando, Valeria P. Babini, Jutta Beltz, Sergio Benvenuto, Ferdinando Bersani, Flavio Bonfà, Franco Borgogno, Luisella Canepa, Tonino Cantelmi, Tullio Carere-Comes, Vincenzo Caretti, Andrea Castiello d’Antonio, Davide Cavagna, Sergio Chieregato, Nicoletta Cinotti, Giuseppe Craparo, Elena De Franceschi, Marina Del Bono, Arcangelo Dell’Anna, Arfedele Del Re, Renato De Polo, Daniela De Robertis, Davide Dèttore, Morris N. Eagle, Mauro Fornaro, Carlo Fornesi, Salvatore Freni, Lawrence Friedman, Giuliana Gagliani, Ferruccio Giacanelli, Pedro Grosz, Ita Grosz-Ganzoni, Gianni Guasto, Giovanni Jervis, Giampaolo Lai, Emiliano Lambiase, Pierrette Lavanchy, Silvio Lenzi, Vittorio Lingiardi, Giovanni Liotti, Antonella Liverano, Silvia Marchesini, Mario Mattioda, Giorgio Meneguz, Alberto Merini, Jessica Merli, Sabino Nanni, Pietro Pascarelli, Pietro Pellegrini, Laura Perini, Piero Porcelli, Pier Luigi Rocco, Berthold Rothschild, Giampaolo Sasso, Adriano Schimmenti, Nicoḷ Terminio, Orlando Todarello, Valeria Vaccari, Gabriele Vezzani

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Web Editor: Paolo Migone